Arrestato 53enne di Castel Goffredo nell’inchiesta sul caporalato in Calabria
L’uomo, originario del Bangladesh, sarebbe coinvolto nell'operazione della Dda di Catanzaro su sfruttamento dei lavoratori e traffico di migranti
Dalla provincia di Mantova arriva uno degli arresti eseguiti nell’ambito della vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e incentrata su un presunto sistema di sfruttamento della manodopera straniera nella Piana di Sibari.
In carcere è finito un 53enne originario del Bangladesh e residente a Castel Goffredo, titolare di un esercizio commerciale specializzato nella vendita di prodotti alimentari. Il suo arresto rientra nell’operazione che ha coinvolto complessivamente 20 cittadini stranieri, tra cui 18 pakistani e un indiano.
Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe sfruttato le procedure dei decreti flussi per far arrivare i migranti in Italia, chiedendo tra 6.500 e 10mila euro per visti e regolarizzazioni. Lavoratori che sarebbero poi stati impiegati nei campi con paghe inferiori ai tre euro l’ora, in un contesto di minacce e sfruttamento.
Nell’inchiesta sarebbe inoltre comparsa anche l'ombra dell’ndrangheta, in quanto alcune aziende agricole sarebbero state intestate a prestanome ma gestite per conto di cosche della Piana di Sibari.
Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al caporalato alla riduzione in schiavitù, dall’estorsione al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma al momento non è ancora stato chiarito quale ruolo specifico sia contestato all’uomo residente nel Mantovano.