Uccise la madre a Riva del Garda: Francesca Rozza non andrà a processo per infermità mentale
Dichiarata incapace di intendere e volere al momento del delitto, la donna seguirà un percorso di cura in una struttura psichiatrica.
Non verrà processata per l'omicidio della madre Maria Skvor, avvenuto il 28 febbraio scorso, Francesca Rozza, la 61enne che secondo la perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Rovereto, al momento del delitto, "presentava un delirio strutturato di tipo persecutorio che escludeva totalmente la sua capacità d'intendere e di volere", una situazione che ha così portato alla non imputabilità per infermità mentale.
Lo scorso febbraio la donna aveva aggredito l'anziana madre nel sonno con una lampada e poi con un coltello, soffocandola infine con un cuscino. Dopo il gesto, aveva inoltre tentato invano di togliersi la vita. Il giorno seguente aveva poi chiamato il 112 confessando l'omicidio, con i carabinieri che l'avevano trovata a vegliare accanto al corpo.
Come successivamente emerso, la tragedia è maturata in un contesto di forte dipendenza emotiva tra madre e figlia, descritto dallo psichiatra come un rapporto "simbiotico e ossessivo", tant'è che Rozza ha spiegato come avesse pianificato con la madre il suicidio di entrambe.
Il perito nominato dal giudice ha inoltre segnalato un alto rischio che la donna possa compiere in futuro gesti autolesivi, così come la difesa ha spiegato come la perizia abbia chiaramente dimostrato come la donna fosse affetta da un grave e incontrollabile delirio psicotico, e per questo necessiterebbe di cure mediche più che di una condanna penale.
Il gip ha quindi revocato la misura cautelare dei domiciliari in struttura sanitaria per Rozza, la quale proseguirà il percorso riabilitativo in una residenza psichiatrica.