2.200 persone evacuate, oltre 4mila edifici danneggiati, 66 comuni colpiti e un totale di 215 milioni di euro di danni.

Questo il lascito che venne registrato sul territorio benacense (e non solo) in seguito al tremendo terremoto di Salò del 2004, avvenuto esattamente 19 anni fa il 24 novembre 2004 alle 23.59, con epicentro localizzato dalla Rete Sismica Nazionale nell'area collinare compresa tra Salò e Vobarno con magnitudo di 5.2.

Danni che vennero registrati in particolare presso anche località limitrofe quali Roè Volciano, Toscolano Maderno, Gardone Riviera e Sabbio Chiese, raggiungendo addirittura i territori di Svizzera, Austria e Slovenia, con segnalazioni di danni provenienti da comuni distanti fino a 25 chilometri dall'epicentro.

La gestione dell'emergenza prima e l'attività di ricostruzione poi, presidiate da Regione Lombardia e Protezione civile, si sono distinte per la celerità degli interventi. La scelta strategica fortemente condivisa da tutte le Istituzioni coinvolte è stata quella di non installare tende o containers per il ricovero temporaneo degli oltre 2.200 evacuati, preferendo percorrere una soluzione con la minore provvisorietà possibile ricorrendo quindi a sistemazioni, per gli sfollati, in alberghi, in appartamenti sfitti o comunque disponibili o presso parenti o amici.

Tra i punti di forza della strategia di ricostruzione furono la definizione delle priorità degli interventi, la scelta del miglioramento strutturale del patrimonio edilizio ripristinato, il sostegno alla vocazione produttiva e turistico-ricettiva del territorio, la valorizzazione del patrimonio monumentale. Infine, rispetto a quanto avveniva in passato, l'erogazione dei contributi è stata finalizzata al ripristino dei soli danni realmente subiti, invece di contributi a pioggia.