Dopo oltre vent’anni di discussioni e valutazioni, il progetto per il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Lago di Garda entra nella fase decisiva. Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) è stato presentato al Brixia Forum alla presenza del prefetto di Brescia Andrea Polichetti, Commissario straordinario per l’intervento, insieme alle istituzioni territoriali, all’Ufficio d’Ambito, ad Acque Bresciane e ai rappresentanti dei Comuni coinvolti.

L’intervento, dal valore complessivo di 314,53 milioni di euro, non riguarda soltanto la costruzione di un nuovo depuratore, ma la realizzazione di un sistema integrato destinato a sostituire una rete nata oltre cinquant’anni fa.

Il progetto

Il progetto prevede una nuova infrastruttura di collettamento a Esenta di Lonato, con circa 60 chilometri di nuovi collettori, cinque stazioni di sollevamento e una doppia condotta sublacuale di 9,8 chilometri tra Toscolano Maderno e Salò. Per ridurre l’impatto dei lavori sul territorio saranno utilizzate tecniche innovative come il microtunnelling, che consente di intervenire nel sottosuolo limitando le interferenze con viabilità e paesaggio.

Il nuovo impianto sarà dimensionato per trattare i reflui di circa 200 mila abitanti equivalenti, una capacità pensata per rispondere sia alle esigenze della popolazione residente sia ai picchi legati alla stagione turistica. Il progetto punta anche sull’autonomia energetica grazie all’integrazione di impianti fotovoltaici, recupero del calore di processo e produzione di biogas dai fanghi attraverso la digestione anaerobica, con l’obiettivo di raggiungere oltre il 40% di autosufficienza energetica entro il 2035 e la prospettiva di arrivare successivamente alla completa autonomia.

"Questo progetto non riguarda soltanto la realizzazione di un nuovo depuratore, ma la costruzione di un sistema integrato che mette al centro sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica ed efficienza gestionale - spiega il Direttore Tecnico di Acque Bresciane Sabrina Colli -. Abbiamo progettato un'infrastruttura capace di evolvere nel tempo, valorizzando le risorse contenute nelle acque reflue attraverso il riuso irriguo, il recupero energetico e una gestione sempre più circolare dei fanghi. È una soluzione pensata per rispondere alle esigenze del territorio gardesano dei prossimi decenni, con elevati standard di affidabilità e tutela dell'ambiente".

Presentazione progetto depuratore Garda Bresciano

La scelta di Esenta

La scelta del sito è ricaduta sull’area “Sud 2” in località Esenta al termine di un confronto tra sei alternative progettuali, tenendo conto anche dei contributi scientifici delle Università di Brescia, Verona e Trento, che hanno supportato il percorso decisionale.

La soluzione individuata è stata ritenuta la più equilibrata sotto il profilo tecnico e ambientale, grazie alla migliore integrazione con il contesto agricolo e alla minore presenza di vincoli paesaggistici rispetto alle altre ipotesi sviluppate negli anni scorsi, tra cui la realizzazione di due impianti distinti a Gavardo e Montichiari, oggi definitivamente superata.

Uno degli elementi caratterizzanti del nuovo sistema sarà l’applicazione dei principi dell’economia circolare: le acque depurate saranno valorizzate attraverso il riuso irriguo, e una rete dedicata consentirà di servire circa 700 ettari di terreni agricoli, mentre soltanto la quota non utilizzata sarà restituita all’ambiente tramite il fiume Chiese.

Costi e tempistiche

Infine, per quanto riguarda il discusso aumento dell’investimento rispetto alle stime iniziali, viene motivato con l’evoluzione della progettazione e l’introduzione di soluzioni tecnologiche più avanzate, tra cui il potenziamento della rete, il miglioramento degli impianti di pompaggio, gli approfondimenti ambientali e geologici e il raddoppio della condotta sublacuale.

Con la presentazione del PFTE si apre ora la fase autorizzativa: da settembre 2026 partiranno le Conferenze dei Servizi e la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, in un percorso che successivamente vedrà il confronto con enti locali, associazioni e comitati, chiamati a contribuire alla definizione degli ultimi aspetti dell’intervento, la cui realizzazione sarà suddivisa in tre lotti: il primo è previsto entro il 2030, mentre il completamento dell’intera opera è programmato entro il 2034.

"Il PFTE rappresenta un traguardo importante, ma anche l'inizio di una nuova fase. – ricorda Paolo Bonardi Presidente di AATO Brescia - nei prossimi mesi proseguiremo il confronto con enti, amministrazioni, associazioni e cittadini affinché ogni passaggio possa essere approfondito e condiviso. La complessità dell'opera richiede competenza tecnica, ascolto e responsabilità, elementi che hanno guidato il lavoro svolto finora e che continueranno a caratterizzare l'intero percorso realizzativo".

Dopo una lunga fase di dibattito, il nuovo sistema di depurazione del Garda bresciano entra così nel percorso operativo, con l’obiettivo di dotare il territorio di un’infrastruttura moderna e sostenibile per i prossimi decenni.

"Il Lago di Garda rappresenta un patrimonio ambientale, economico e sociale di valore nazionale. Il progetto presentato oggi è il risultato di un importante lavoro di collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e gestore del servizio idrico - aggiunge infine il Commissario Straordinario, Andrea Polichetti -. L'obiettivo comune è dotare il territorio di un'infrastruttura capace di garantire, anche per le generazioni future, la tutela dell’ecosistema, la qualità dei servizi per le comunità locali, nel segno della forte vocazione turistica dell’area. Le prossime fasi autorizzative, in un’ottica di trasparenza e massima attenzione alle esigenze del territorio dovranno seguire una tempistica celere, come imposto dalla norma di nomina del Commissario, in linea con gli standard qualitativi ambientali europei, aprendo pure a quegli interventi che potranno facilitare il miglioramento della compatibilità e della sostenibilità del progetto sui territori direttamente interessati dal nuovo impianto".