Stazione Tav del Garda, il ministro Mazzi rilancia: "È un’infrastruttura necessaria"
Allo studio una soluzione in due fasi mentre il Governo valuta le risorse e punta a rafforzare mobilità e turismo sul lago
Il progetto di una nuova stazione ferroviaria a servizio del Lago di Garda torna al centro dell’agenda politica e tecnica nelle ultime ore, riaccendendo il confronto tra istituzioni e operatori del territorio ritrovatisi quest'oggi a Lonato.
L’ipotesi prevede la realizzazione di un nodo tra Desenzano e Peschiera, lungo la linea storica, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità a uno dei principali distretti turistici europei.
A rilanciare il tema della futura stazione ferroviaria sul territorio del Basso Garda è stato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi propio in occasione della sua visita a Lonato, dove il dibattito si è rapidamente allargato dal contesto locale a una visione più ampia dello sviluppo dell’area gardesana. "Non avere sul Garda una stazione che ne porti il nome è una follia", ha dichiarato, raccogliendo le sollecitazioni emerse durante l’incontro e impegnandosi a portare la questione all’attenzione del Governo.
Sul piano tecnico, il progetto ha già compiuto passi avanti significativi in quanto dpo una revisione che ha eliminato la prevista fermata per l’aeroporto di Montichiari, Rete Ferroviaria Italiana ha completato lo studio di fattibilità e definito il progetto, chiarendo aspetti progettuali e quadro economico. Resta però aperta la questione dei costi: la stima iniziale è cresciuta sensibilmente, passando da 70 a 210 milioni di euro.
Per superare l’ostacolo, si valuta una soluzione modulare, con un primo intervento da circa 120 milioni e una seconda fase successiva, per un investimento complessivo attorno ai 150 milioni. Un approccio che consentirebbe di avviare l’opera senza rinunciare, nel tempo, al completamento dell’infrastruttura e al potenziamento dell’intermodalità.
"Parliamo di un territorio che supera i 28 milioni di presenze turistiche e coinvolge tre regioni: è evidente che una stazione del Garda non sia solo utile, ma necessaria - ha sottolineato Mazzi -. Non si tratta di immaginare qualcosa nel vuoto ma di organizzare meglio flussi che esistono già, rendendo il sistema più efficiente».
Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche quello di alleggerire il traffico sull’autostrada A4, in particolare nei periodi di maggiore afflusso turistico: "Portare più visitatori sul lago utilizzando il treno significa offrire una soluzione più rapida e sostenibile, riducendo al tempo stesso la congestione stradale" ha evidenziato il ministro.
Il dossier è ora all’esame del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di RFI, con il nodo delle risorse ancora da sciogliere.