Un vasto giro di spaccio di cocaina giunto fino alle porte del Basso Garda è venuto alla luce nelle ultime ore sul territorio veronese, dove nella mattinata di ieri, lunedì 22 aprile, i carabinieri sono intervenuti presso un noto ristorante di pesce a San Pietro in Cariano, dove sarebbe allestito l'epicentro per la vendita della sostanza.

Sono in totale 13 le misure di custodia cautelare con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. nei confronti di altrettante persone coinvolte nella vicenda, tra le quali 10 agli arresti domiciliari e 3 finite in carcere, per un giro d'affari complessivo calcolato intorno al mezzo milione di euro.

Il tutto grazie alle indagini avviate ormai da due anni, a partire dall'arresto di un uomo a Sant’Ambrogio di Valpolicella trovato in possesso di due pistole (una delle quali con matricola abrasata), su cui si sono concentrate le attività investigative che hanno portato a smascherare il giro d'affari allestito presso il ristorante, ora sequestrato, con il conseguente arresto del titolare Christian Placonà.

Secondo la ricostruzione dei militari, a smerciare le dosi preconfezionate erano gli stessi dipendenti del locale, e sono stati accertati anche metodi estorsivi per riscuotere il denaro nei confronti dei clienti insolventi.

Una vicenda che ha portato all'arresto di due albanesi residenti rispettivamente a Volta Mantovana e Pozzolengo, Elvis Mema e Koledio Melaca, in aggiunta al sequestro complessivamente di alcune armi e circa 12 mila euro in contanti.