Sirmione: recuperato un quintale di piattelli dai fondali, si riaccende il caso piombo
L’intervento dei sub in occasione della campagna nazionale “Adopt Rivers and Lakes” del WWF riaccende i riflettori sull’inquinamento delle acque
Un intervento di pulizia che si trasforma in un atto d’accusa. È quanto accaduto ieri mattina nelle acque del Lago di Garda, davanti al parcheggio Monte Baldo di Sirmione, dove dodici subacquei coordinati dal WWF Sub, insieme alle associazioni Clandestino MN, Talata Sub e Brescia Sub Club, hanno riportato in superficie un ingente quantitativo di rifiuti sommersi da decenni.
In appena tre ore di immersione il gruppo ha recuperato circa un quintale di vecchi piattelli da tiro a volo, centinaia di dischi in argilla e ceramica rimasti sul fondale per oltre mezzo secolo. Si tratta dei resti di un poligono dismesso da tempo, individuati per la prima volta nel 2025 grazie al robot subacqueo Zeno dell’Università di Pisa, in collaborazione con il WWF.
L’operazione rientra nella campagna nazionale “Adopt Rivers and Lakes” del WWF Italia ed è stata realizzata con il supporto del Comune di Sirmione e di Sirmione Servizi, con anche il fondamentale contributo della Guardia Costiera e della Polizia Locale, che hanno garantito la sicurezza durante tutte le fasi dell’intervento.

Una denuncia che va oltre la pulizia
Ma il significato dell’iniziativa va oltre la semplice bonifica ambientale: come infatti sottolineato dal WWF, “non è stata solo una pulizia del fondale. È stata una denuncia”.
Quei piattelli, infatti, rappresentano il segno tangibile di un problema più ampio, ovvero che per anni nelle acque del lago sono finite anche grandi quantità di piombo proveniente dalle munizioni, un materiale altamente inquinante che continua a destare preoccupazione.
Come specificato dall'associazione ambientalista, nonostante dal 2023 sia in vigore una normativa europea che vieta l’uso di munizioni al piombo nelle zone umide, il Lago di Garda non viene considerato tale secondo alcune interpretazioni italiane, una contraddizione che, di fatto, può consentire ancora l’utilizzo di queste cartucce in determinate situazioni.
I sub hanno voluto quindi rendere visibile ciò che resta nascosto sotto la superficie, riportando a galla non solo rifiuti ma anche una criticità ambientale. “Oggi, a Sirmione, quei 100 kg di piattelli restituiti al mondo della terra non sono solo rifiuti rimossi. Sono una testimonianza e un atto di accusa: il Lago di Garda merita la stessa tutela prevista dal diritto europeo per tutti gli altri grandi laghi e zone umide del continente. Non può continuare a essere trattato come un’eccezione italiana”.
L’iniziativa rappresenta solo il primo passo: il WWF e le associazioni coinvolte annunciano nuove operazioni di pulizia e un’intensificazione delle attività di sensibilizzazione, con l’obiettivo di ottenere un’applicazione più rigorosa delle norme europee a tutela del lago.