Sono già state predisposte le analisi sui campioni di acqua prelevati e su alcuni esemplari per chiarire le cause che hanno provocato la diffusa moria di pesci registrata nelle ultime ore sul territorio di Sirmione, in particolare all'interno di un canale lungo via Todeschino, in località Lugana.

La segnalazione è pervenuta ad Arpa in seguito alle verifiche predisposte dagli agenti di polizia locale, allertati dopo che sono stati notati un centinaio di pesci morti presso il corpo idrico.

Secondo quanto emerso a seguito delle prime analisi effettuate sulle acque, non risulterebbero valori anomali né tanto meno la presenza di inquinanti o veleni, ma ulteriori indagini sono attualmente in corso a seguito dei campionamenti idrici e delle analisi condotte dall'istituto zooprofilattico di Brescia sui pesci prelevati.

Avviata la rimozione delle reti da anguille

Un'ulteriore novità è giunta in seguito all'istanza del Wwf Bergamo-Brescia per quanto concerne la rimozione delle "roste" per anguille, vecchie postazioni fisse vietate per legge ma tutt'oggi presenti nelle acque di Sirmione, a carico degli stessi pescatori come predisposto da Regione Lombardia.

Una presenza dannosa non solo per la salute di pesci e uccelli acquatici che vivono sul territorio, i quali spesso rimangono incastrati all'interno delle reti che finiscono addirittura all'interno dei canneti, ma anche a causa della dispersione di microplastiche nell'acqua in quanto rilasciate dai fili di nylon ormai sempre più datati.

Come espresso dagli stessi operatori del Wwf, "Auspichiamo che Comune di Sirmione e Autorità di Bacino Laghi di Garda procedano sino in fondo rimuovendo tutte le strutture prima dell’inizio dalla stagione delle riproduzioni".

ph: Wwf Bergamo-Brescia