In seguito alle indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in merito all'influenza che l'ndrangheta avrebbe sulle attività presenti nel territorio del Nord Italia, è scattata un'interdittiva nei confronti del market alimentare presente all'interno del campeggio Garda Village di Sirmione, con il Comune che in seguito ai relativi accertamenti ne ha ordinato l'immediata chiusura.

Una vicenda questa, come descritto stamane dal Corsera, direttamente collegata con l'accusa rivolta nei confronti del proprietario Mauro Prospero, 63enne imprenditore di Monzambano finito agli arresti domiciliari lo scorso giugno con l'accusa di associazione mafiosa, all'interno della maxi-inchiesta "Glicine Akeronte" che ha visto 43 arresti. Non è invece coinvolta la nota struttura ricettiva sirmionese che ospita l'attività.

Sarebbe infatti emersa la volontà di creare un punto di riferimento del gioco d'azzardo sul territorio, secondo quanto scoperto dagli inquirenti, i quali hanno così portato all'emissione dell'interdittiva antimafia anche per contrastare l'azione di "controllo" che veniva operata sul Basso Garda.

Come è stato descritto di recente dalla stessa prefettura, "l’imprenditore aveva relazioni con esponenti anche apicali degli ambienti ‘ndranghetisti e ambiva a mantenere rapporti economici con le pubbliche amministrazioni del territorio, anche attraverso l’iscrizione nella White list della prefettura".