È arrivata nel primo pomeriggio la sentenza della Corte d’assise di Brescia sul tragico caso dell’omicidio di Nerina Fontana, avvenuto il 15 settembre 2023 a Sirmione per mano del figlio Ruben Andreoli.

Il 48enne imputato che è stato condannato a 24 anni di reclusione per aver picchiato violentemente e infine ucciso a calci e pugni la madre nella casa in cui viveva insieme a lei e alla moglie.

La Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche, respingendo così la richiesta di ergastolo avanzata dal pubblico ministero, tant'è che la difesa aveva chiesto una condanna che tenesse conto del percorso rieducativo dell’uomo.

Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, Andreoli ha rilasciato dichiarazioni spontanee, definendo l’omicidio “la cosa più brutta sulla terra”, parlando inoltre di un blackout emotivo: “Sono esploso, non ho capito più niente, non sono riuscito a fermarmi”.

Ricostruendo quanto accaduto, ha ricordato le tensioni familiari e un litigio iniziato dieci giorni prima del delitto, culminato il 15 settembre in un’esplosione di rabbia verso la madre di 72 anni: "Mi è crollato il mondo addosso” ha detto rivolgendosi alla Corte, ammettendo che non potrà mai riprendersi da quanto accaduto.

Nel suo discorso, Andreoli ha prima chiesto perdono ai familiari, e infine ha supplicato i giudici: “Vi chiedo solo di avere un po’ di pietà, datemi solo una possibilità. Datemi una pena giusta”.