Foto pubblicata sulla pagina Facebook “Sei Di Gargnano, Villa, Bogliaco Se…”.

Se sia stata originata per cause naturali o artificiali ancora non è chiaro con certezza, ma quel che è certo ormai è come sia un fatto denunciato da tempo dai cittadini e dalle realtà ambientaliste della sponda bresciana del Garda, nuovamente preoccupati nelle ultime ore per il ritorno dell'ormai noto fenomeno della "schiuma bianca", questa volta nelle acque di Limone e Gargnano.

Come raccontato sui social network attraverso segnalazioni e fotografie, il materiale ha invaso i porti e alcuni tratti di litorale, così come avvenuto di recente lungo il Sarca fino alla sua foce nel lago, in località del Basso Garda tra Lonato e Desenzano e ancor prima a Sirmione.

Visto come la reale provenienza della schiuma non sia stata ancora stata ufficializzata dalle autorità del territorio, si pensa che possa essere o un fenomeno conseguenze a reazioni naturali in acqua per la decomposizione di materiali organici, oppure una prova della presenza di materiali di scarto edili, come anche ipotizzato dal Wwf Bergamo Brescia nelle ultime settimane.

"La situazione permane anormale ed innaturale - spiegava l'associazione di tutela ambientale in seguito ad un caso correlato sulla foce del Sarca di quasi un mese fa -. L’origine del colore bianco del rio Salone (Arco) sembrerebbe arrivare dal cantiere del tunnel Loppio-Cretaccio e negli scarti dei lavori in roccia come schiume chimiche per ammorbidire gli scavi o scarti calcarei del terreno. Ancora in corso da mesi le ricerche e ancora altri episodi segnalati dal Wwf Trentino".

A questo punto sono in tanti ad invocare un intervento da parte di Arpa per procedere con le relative analisi della sostanza, così da poter comprenderne l'origine ed eventualmente l'impatto sulla salute delle acque benacensi.