Se nel corso del tempo le diverse posizioni politiche hanno creato qualche dissapore tra la cittadinanza all'interno del territorio di Salò, nell'ultimo periodo stanno sempre più aumentando gli episodi che vedono rievocato il triste passato della località benacense famosa per essere stata sede della Repubblica Sociale Italiana.

Sono in primis i social network a rilevare un continuo botta e risposta tra "nostalgici" e "anti-fascisti", inaspritosi soprattutto negli ultimi anni in seguito a due fatti principali: la questione legata alla possibile revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, conclusasi nel febbraio 2020 con il consiglio comunale che decise di non dare seguito alla proposta, e pochi mesi or sono l'apertura della rinnovata sezione del MuSa che ripercorre la storia di quegli anni, intitolata "L'ultimo fascismo".

Come detto, è questa una delicata questione che vede spesso episodi e notizie di cronaca susseguirsi sul territorio, come avvenuto anche negli ultimi mesi tra lo striscione inneggiati alla RSI e bandiere di Israele bruciate, e lo stesso negli ultimi giorni con due nuovi casi ravvicinati tra loro.

In particolare, il primo è relativo alla cena (ormai tradizionale) tenutasi lo scorso 28 ottobre a Salò per commemorare l'anniversario della marcia su Roma, con anche video diffusi della serata dal Gardapost in cui si vedono diversi partecipanti vestiti con camice nere alzare il braccio per fare il saluto romano, il tutto sulle note di "Faccetta nera" e con il locale decorato da ritratti del Duce.

Un fatto che con ogni probabilità ha generato una sorta di "risposta" in città, con alcuni ignoti che nella notte tra il 3 e il 4 novembre hanno pensato di modificare i cartelloni presenti all'esterno del Musa, riportanti il titolo della sezione "L'ultimo fascismo", apponendo un punto di domanda plastificato al termine della frase per evocare una sorta di continuità con il passato di Salò.