Termineranno a settembre i lavori di riqualificazione energetica e strutturale del Polo Sportivo Canottieri Garda a Salò, che comprende piscine comunali, palestre e altre strutture ricreative in un grande parco all’aperto di 15.000 metri quadri.

L’intervento riguarda in particolare l’area delle piscine coperte – una vasca piccola per i corsi dei bambini e due vasche da 25 metri dove si svolgono le attività didattiche e di riabilitazione, ma anche quelle dedicate a nuoto e fitness – ed è finanziato all’80% dal Comune di Salò, che ha usufruito di un bando regionale per l’efficienza energetica delle strutture sportive.

Tre le opere principali: entro agosto verrà ultimata l’installazione di un impianto fotovoltaico da 150 kW che consentirà di coprire la quasi totalità del fabbisogno energetico nei mesi estivi. Una percentuale che si assesta sul 30% dei consumi su base annuale, con un taglio della CO2 immessa nell’ambiente di oltre 80 tonnellate. Sarà un po’ come piantare qualche migliaio di alberi in più sull’intero territorio comunale, con benefici per l’ambiente e per l’aria respirata dai salodiani.

La sostituzione delle caldaie con modelli a condensazione e il completo rifacimento della centrale termica trasformerà invece gli impianti natatori salodiani in un modello di efficienza energetica. L’adozione di un telo isotermico per la copertura della piscina piccola aiuterà infine a contenere l’evaporazione notturna della vasca, contribuendo a un ulteriore taglio dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica.

Nei mesi scorsi la società aveva invece provveduto, a proprie spese, al rifacimento della sala filtri, con la sostituzione di tutte le tubazioni e l’adozione di filtri di nuova generazione, in grado di garantire qualità e gestione ottimale della salubrità dell’acqua per gli anni a venire.

“Abbiamo agito con una prospettiva strategica, per garantire ai nostri utenti strutture di eccellenza, senza mai interrompere il servizio durante i lavori. Si è trattato, in un certo senso, di un intervento a cuore aperto che ha richiesto una programmazione ferrea e il massimo impegno di tutti per rispettare le tempistiche che ci eravamo dati”, sottolinea Nicola Benedetti, direttore del Polo Sportivo e del Tennis Salò Canottieri.

Piscine: a Salò la Canottieri in controtendenza mentre Brescia soffre

Gli investimenti sul polo salodiano confermano l’ottima sinergia tra pubblico e privato, in controtendenza rispetto a un panorama provinciale che vede molti impianti comunali in profonda crisi, fiaccati prima dalla pandemia e poi dal vertiginoso aumento dei costi dell’energia. Allargando lo sguardo al resto d’Italia, bisogna ricordare che sono centinaia gli impianti che hanno chiuso i battenti nell’ultimo biennio, perché non più in grado di sostenere i costi di gestione.

Sul Garda, invece, la Canottieri prevede di chiudere il 2023 con 160.000 ingressi agli impianti natatori, a cui si aggiungeranno altre 100.000 entrate alle palestre dove vengono organizzati corsi fitness e altre attività pensate per un pubblico eterogeneo, proveniente non solo dal lago ma anche dalla vicina Valsabbia. Bassissima l’incidenza dei turisti che nei mesi estivi affollano il Benaco.

Numeri superiori a quelli del periodo pre-covid, che certificano la piena ripartenza dopo anni difficili, in cui la società sportiva ha comunque mantenuto i livelli occupazionali e il pieno sostegno alle attività agonistiche.

La nostra prima preoccupazione, anche nel periodo difficilissimo del lockdown, è stata quella di consentire ai nostri atleti di proseguire gli allenamenti e mantenere così una parvenza di normalità. Quando poi è stato possibile riaprire, anche se a singhiozzo, abbiamo fatto del nostro meglio per riprendere da subito tutte le attività. Lo abbiamo fatto perché – da 40 anni – interpretiamo la gestione degli impianti sportivi comunali come un servizio pubblico e sentiamo un dovere ben preciso nei confronti dei nostri utenti”, spiega il presidente Marco Maroni (a destra durante la presentazione della Transbenaco).

Il ritorno alla normalità ha consentito di riattivare l’ambizioso programma di investimenti che era stato bloccato dalla pandemia. L‘aumento dei costi dell’energia ha spinto la società a riorientare gli interventi nel segno dell’efficienza energetica, per abbassare i costi di gestione e rendere le piscine ancora più sostenibili anche dal punto di vista ambientale oltre che da quello economico.

“L’amministrazione comunale di Salò, – conclude Maroni – ancora una volta, ha condiviso questi obiettivi e ci ha supportati ottenendo un importante finanziamento pubblico che ci consentirà di realizzare un piano di riqualificazione impiantistica ed energetica che sarà fondamentale per scrivere una nuova pagina del nostro futuro. Questo è un esempio di come la buona collaborazione tra pubblico e privato possa portare vantaggi a tutta la collettività. Un dato ancora più importante in un periodo che ha visto, purtroppo, molte piscine chiudere a causa degli elevati costi di gestione”.

Ma l’impegno del Comune di Salò non finisce qui. Nel 2024 è previsto un altro intervento di efficientamento nella zona della copertura concava della piscina, dove verrà rimossa l’attuale rivestimento e realizzato un nuovo strato isolante, con la posa di una doppia guaina impermeabilizzante. Verrà così completato il pieno rinnovamento energetico della struttura, con benefici destinati a durare nei decenni futuri