Salò: nuova proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini
L'intenzione dell'amministrazione Cagnini è tornare a discutere della questione dopo i vari tentativi avvenuti negli ultimi anni
Dopo che aveva tenuto banco a lungo negli anni passati in aula consiliare così come sul territorio, torna improvvisamente (con nuove prospettive) la proposta di revocare la cittadinanza onoraria di Salò a Benito Mussolini, ad oltre un secolo dal suo conferimento.
La mozione potrebbe infatti essere discussa nuovamente in Consiglio comunale il prossimo 26 febbraio, come confermato nella riunione dei capigruppo tenutasi nella giornata di ieri, lunedì 17 febbraio. In base a quanto emerso, il sindaco Francesco Cagnini e la maggioranza sembrano aver deciso di riportare all'ordine del giorno la questione.
Il tema fa parte ormai della storia politica della città, fin da quando la cittadinanza onoraria fu conferita a Mussolini nel maggio del 1924 dal commissario prefettizio Salvatore Punzo, che aveva fondato la sezione del Partito Fascista a Salò.
Sarà questo il terzo tentativo di revocarla: il primo avvenne nel 2019 e il secondo nel 2020 subito dopo le elezioni, quando la mozione venne sempre respinta dalla maggioranza in quanto ritenuta "strumentale e anacronistica" oltre che non prioritaria per la città rispetto ad altre questioni.
Così come avvenuto in passato, la questione potrebbe nuovamente generare discussioni in aula tra coloro che la ritengono un gesto simbolico importante per il legame che la città storicamente ha con il fascismo, e chi invece la considera un'iniziativa priva di reale valore e utilità per la comunità e l'immagine di Salò.