Ha fatto discutere nelle ultime ore a Riva del Garda la scelta del gruppo di minoranza di abbandonare l'aula durante il Consiglio comunale, tanto che i rappresentanti del Partito Democratico hanno deciso di spiegare le loro ragioni.

Questa la comunicazione apparsa sulla pagina facebook della sezione locale del partito:

"La riunione del Consiglio di lunedì ha dimostrato per l’ennesima volta la mancanza di trasparenza e di rispetto di questa Amministrazione verso il Consiglio Comunale e i cittadini.

Mai, e sottolineiamo MAI, era successo che una Giunta depositasse un documento agli atti del Consiglio e ne presentasse, solo al momento della sua lettura, un altro più lungo e con nuovi contenuti, da votare.

Per questo motivo le minoranze consiliari sono uscite dall’aula dopo la lettura del provvedimento e le brevi considerazioni tecniche del commissario Groff e dell’assessore Spinelli.

Questo atteggiamento ci fa pensare che questa convocazione non avesse probabilmente alcun significato né valore amministrativo. Politico si, certo, quello sì.

Nel documento con cui la Giunta si è presentata ieri - di 4 pagine più lungo di quello depositato – erano inserite novità assolute come nuovi parcheggi ed il passaggio di proprietà degli stessi all’Hotel Lido spa.

Fatto ancor più rilevante per le dinamiche d’Aula e per le responsabilità che la Giunta ha inteso scaricare sul Consiglio Comunale con l’approvazione di questo documento (che nella versione depositata nei tempi previsti ovviamente non era presente!), si riscontrano nel contenuto di questo passaggio:

“…a questo punto si impone una verifica da parte del Consiglio comunale che deve assumersi il carico e la responsabilità delle linee di indirizzo nei confronti della Giunta al fine della stipula di un nuovo Protocollo di Intesa con la PAT che comprenda, di conseguenza, anche gli indirizzi da impartire rispettivamente alle partecipate di PAT, Patrimonio del Trentino Spa e del Comune di Riva del Garda, Lido di Riva del Garda Srl e Lido di Riva del Garda Immobiliare Spa.”


Durante la riunione di lunedì sono parse evidenti molteplici carenze. La storia del Teatro e di altre opere pubbliche è stata trattata e raccontata in maniera parziale e poco seria. Il Teatro, prima ancora che essere un’opera pubblica, costituisce un patto con i cittadini; un patto, sviluppatosi negli anni, che questa Amministrazione ha tradito.

Ma la cosa che lascia di stucco è il silenzio assordante di chi detiene la delega alla Cultura, sia a livello provinciale che locale. Non sono nemmeno chiare le basi con cui hanno potuto dichiarare che l’interesse generale della collettività sia mutato.

In città si sentono solo voci, e per giunta autorevoli, che confermano e dichiarano essere “indispensabili” tali opere: dall’ex Sindaco ed ora Presidente anche di GTS, Enzo Bassetti, dal Presidente di Garda Dolomiti, Silvio Rigatti, all’ex Sindaco e Senatore, Claudio Molinari. Nessuno si è ancora dimostrato a favore di ciò che questa Amministrazione ha in animo di fare, eccetto le prese di posizione d’ufficio dei gruppi politici di maggioranza con dichiarazioni politiche più di circostanza che di sostanza.

Questa Giunta ha già mostrato, molte volte purtroppo, la sua incostanza e incoerenza approvando varianti che prima andavano in un senso e poi nel senso opposto:

Prima sì al Teatro, seppur modificato e poi no al teatro; prima condividono la necessità di un palazzetto dello Sport e poi no; prima condividono la necessità di potenziare il polo fieristico e poi nei fatti no. Senza contare che questo andirivieni ha sicuramente dei costi amministrativi e delle penali esorbitanti.

Per quanto riguarda il Teatro infatti, va ricordato che la permuta di allora era estremamente chiara: la cessione del Palazzo dei Congressi alla Patrimonio in cambio del nuovo Teatro. E se il Teatro non arriva? Si configura un danno erariale!

Ma qual è il motivo di tutto questo? La Giunta dice in cambio della Miralago. Però, se ciò dovesse avvenire, la Miralago diverrebbe di proprietà della Società Lido, società che per il 47% è di proprietà della Provincia! Questo sarebbe il guadagno, dopo aver rinunciato ad opere già appaltate del valore di 60 milioni di euro! Opere necessarie per lo sport, fondamentali per la cultura, indispensabili per l’economia fieristica e congressuale!

Inoltre, se la proprietà del compendio Miralago rimanesse nelle mani della società provinciale, rimarrebbe nelle disponibilità dell’Ente pubblico nella sua accezione più ampia. Pertanto non cambierebbe nulla se fosse della Lido o della Patrimonio, in quanto rimarrebbe sempre pubblica.

La Miralago è collocata a Riva del Garda e la Provincia mica la può portare a Trento. O qualcuno pensa che la Patrimonio la possa vendere? E poi vogliamo pensare che ancora una volta la Provincia voglia essere matrigna con Riva?

Vendere la Miralago sarebbe folle sia che lo facesse la Provincia, tanto quanto lo facesse il Comune. Quindi, per farla breve: l’unico risultato che questa Giunta porterà a casa è la perdita di opere già finanziate, alcune delle quali già in corso di esecuzione.

La città perde il Teatro, perde il palazzetto dello Sport, e ad oggi gran parte dei lavori di adeguamento del Palafiere, per non avere in cambio nulla in più rispetto a quanto di concreto già oggi la città possiede.

Questa è la triste verità che scaturisce dall’azione politica di questa Amministrazione cittadina che non vuole bene alla sua città, ma che sa solo piegarsi ai voleri della Giunta provinciale che porta in dote il suo stesso colore politico".