Riva del Garda spegne i fuochi d’artificio, si accende il dibattito sul futuro
La tradizionale chiusura dell’estate salta per ragioni ambientali e di bilancio. Commercianti preoccupati, ma già al lavoro su nuove idee sostenibili
Per anni la chiusura dell’estate a Riva del Garda è stata segnata da un momento simbolico e suggestivo, ovvero i fuochi d’artificio che illuminavano il cielo e si riflettevano sulle acque del lago. Uno spettacolo capace di attrarre migliaia di visitatori, diventato nel tempo un appuntamento irrinunciabile, ma che nel 2025 non avrà luogo.
La decisione di non confermare l’evento, che ha generato non poche discussioni sul territorio negli ultimi giorni, è maturata tra diversi fattori, non solo economici ma anche legati alla sostenibilità ambientale e a un nuovo orientamento strategico delle istituzioni locali.
In particolare, l’Azienda per il Turismo del Garda Trentino – impegnata nella conservazione della certificazione GSTC - Global Sustainable Tourism Council – ha preferito non assumersi il rischio di compromettere il riconoscimento, evitando così di promuovere un evento in contrasto con i principi della sostenibilità a causa dell'inquinamento atmosferico generato dai fuochi e del disturbo arrecato agli animali domestici e selvatici.
La reazione del Consorzio “Riva in Centro”
A commentare la notizia è in particolare il Consorzio “Riva in Centro”, che rappresenta le attività commerciali e turistiche della zona, le quali se da un lato accolgono con rispetto la decisione, dall’altro non mancano preoccupazioni legate alle ricadute economiche
"Comprendiamo le ragioni di questa scelta – dichiara la presidente Manuela Stein – ma non possiamo nascondere il rammarico per la perdita di un appuntamento atteso da cittadini e turisti, capace di generare un importante indotto per ristoranti, pubblici esercizi e negozi, sia nel centro storico che nelle zone limitrofe. La certificazione ambientale del Garda trentino è certamente un risultato importante, che porta sicuramente benefici ma, in questo caso, anche criticità. Per commercianti, ristoratori, pubblici esercenti e gli altri operatori, la mancanza dei fuochi peserà in modo significativo".
Oltre al dispiacere, arriva anche un appello: che le scelte future tengano conto del tessuto economico locale e dell’esperienza complessiva di chi visita la città. "Crediamo – prosegue Stein – che ogni decisione debba considerare anche l’impatto sulle attività commerciali e sull’esperienza dei visitatori, affinché il centro storico resti vivo e partecipato, con un occhio di attenzione all’intero tessuto commerciale cittadino".
Nonostante la delusione per l’annullamento, il Consorzio guarda avanti e lancia un messaggio positivo: è già in cantiere un nuovo format per il 2026, capace di affascinare senza compromettere l’ambiente. "Il Consorzio annuncia di essere già al lavoro, con il sostegno dell’amministrazione comunale e dell’Apt, per proporre nel 2026 un’iniziativa innovativa, sostenibile e di forte impatto scenografico, capace di eguagliare – e magari superare – l’effetto dei fuochi d’artificio. Non sappiamo ancora – conclude Stein – se saranno droni o altre tecnologie spettacolari, ma una cosa è certa: ci impegneremo perché Riva del Garda possa offrire qualcosa di ancora più bello".
Immagine in evidenza: Michele Carioggia - Apt Garda Dolomiti