Si svolge lunedì 16 gennaio, con inizio in viale Roma n. 20 alle ore 15, la cerimonia di posa delle pietre d’inciampo del Comune di Riva del Garda.

Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco Cristina Santi e parte della Giunta municipale con i referenti della sezione Alto Garda e Ledro dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia e del Museo Alto Garda. Presente anche Gunter Demnig, l’artista tedesco che le ha ideate con lo scopo di contrastare il negazionismo e il revisionismo storico legati agli eccidi dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Le pietre d’inciampo sono piccole formelle in calcestruzzo sopra le quali viene posta una targa in ottone recante una serie di informazioni sulle vittime delle persecuzioni. A essere ricordati, oltre agli ebrei, sono anche tutti coloro che sono stati perseguitati dai nazisti per motivi religiosi, etnici, culturali, sessuali, politici o perché disabili fisici e mentali.

Generalmente la pietra d'inciampo, che riporta in maniera sintetica informazioni quali nome, cognome, date di nascita, arresto, deportazione e morte, è posta nei pressi dell'abitazione o del luogo di lavoro della vittima. Si tratta di un importante segno di memoria diffusa, dato che a oggi se ne contano oltre 70 mila in 24 Paesi, tra cui l'Italia

Le pietre d’inciampo del Comune di Riva del Garda sono l’esito di un processo di partecipazione chiamato “Bilancio partecipato”, con il quale la cittadinanza ha potuto proporre interventi e iniziative di interesse collettivo, che sono state poi sottoposte a una votazione online. Nel 2018 il progetto più apprezzato è stato quello delle pietre d’inciampo, proposto dalla sezione locale dell'Anpi da un’idea di Tiziano Grottolo.

L’iniziativa è stata curata dal Mag in collaborazione con l’Anpi Alto Garda e Ledro e con il Laboratorio di Storia di Rovereto, attraverso un progetto articolato in due distinti filoni: da una parte alcune targhe per commemorare i combattenti caduti nella battaglia di Riva del Garda tra aprile e maggio del 1945 (il progetto è in fase di conclusione), dall’altra le pietre d’inciampo per ricordare le persone perseguitate e uccise dal regime nazifascista a causa del loro orientamento culturale, religioso, sessuale, della provenienza o per la disabilità.