Un numero sempre più crescente di iniziative intraprese anche sul territorio benacense sta esplorando il ruolo di attività e sport, in un ambiente naturale e dinamico, come supporto ai percorsi riabilitativi delle persone con malattie neurodegenerative.

Tra queste spicca “ParkinsOnLake, progetto dedicato alla riabilitazione del Parkinson attraverso l’attività velica, protagonista lo scorso fine settimana a San Felice del Benaco. Non si è trattato di una semplice celebrazione della Giornata Mondiale del Parkinson, ma di un progetto sperimentale che, in concomitanza con la ricorrenza del 11 aprile, ha coinvolto pazienti e caregiver in una mattinata di attività sul lago, con base operativa presso il Circolo Velico di Portese.

L’iniziativa è stata curata dal Servizio di Neurologia dell’Ospedale di Desenzano (ASST Garda), guidato dal dott. Massimo Biacca, in collaborazione con l’Associazione Hyak APS. L’attività riabilitativa, in particolare, si è svolta a bordo delle imbarcazioni messe a disposizione dall’associazione, con l’obiettivo di esplorare il potenziale della vela come strumento complementare ai percorsi terapeutici tradizionali.

Secondo gli organizzatori, la navigazione rappresenta infatti un contesto adatto per stimolare diversi aspetti neurofunzionali: il movimento e le manovre contribuiscono ad attivare processi legati alla plasticità cerebrale, mentre la necessità di adattarsi alle condizioni del vento e del lago sollecita equilibrio e coordinazione, elementi spesso compromessi nella malattia di Parkinson. L’esperienza viene inoltre associata a un possibile beneficio sul piano psicologico, favorendo autostima, senso di efficacia e riduzione dell’isolamento.

Un’esperienza condivisa tra pazienti e operatori

Uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa è stata la partecipazione congiunta di pazienti, caregiver e operatori sanitari, che hanno condiviso le attività a bordo delle imbarcazioni; in questo modo la consueta distinzione dei ruoli clinici è stata temporaneamente sospesa, favorendo un’interazione più diretta e collaborativa.

Proprio il coinvolgimento dei caregiver ha rappresentato un ulteriore elemento centrale, permettendo una partecipazione attiva al percorso riabilitativo in un contesto meno formale e più esperienziale rispetto a quello ospedaliero.

L’evento si è concluso con un momento di confronto presso il Circolo Velico, durante il quale sono state raccolte le impressioni dei partecipanti e degli operatori sanitari. Il focus è stato posto sulle potenzialità dell’attività in ambiente naturale come supporto ai percorsi riabilitativi tradizionali e come possibile strumento di riorganizzazione del rapporto tra paziente, caregiver e team sanitario.

Ph: ASST Garda