Nuovo intervento dei Benaco Guardians nelle acque del Garda, dove nel fine settimana i volontari del movimento di tutela del lago sono entrati in azione nel tratto antistante Gargnano.

L’operazione, come spiegato dal gruppo, è scattata dopo una segnalazione emersa durante un’immersione effettuata a fine dicembre, quando era stata individuata la presenza di alcune reti da pesca abbandonate. Con due immersioni mirate, i sub hanno recuperato un groviglio di reti ben più esteso del previsto: il materiale, in gran parte adagiato sul fondale e solo in parte disperso nella colonna d’acqua, si sviluppava per circa 150 metri, coprendo una superficie stimata di quasi 190 metri quadrati. Tra nylon e cordame, il peso complessivo dei detriti estratti ha raggiunto i 29 chilogrammi.

La situazione sul fondo è apparsa particolarmente critica: più reti, posizionate a profondità comprese tra i 17 e i 39 metri, risultavano intrecciate tra loro, formando una trappola invisibile e letale per la fauna. All’interno sono stati rinvenuti diversi persici e gamberi ormai in avanzato stato di decomposizione, ennesima testimonianza dell’impatto diretto di questi residui sull’ecosistema lacustre.

Dalle condizioni del materiale recuperato è emerso che una parte delle reti era stata persa o abbandonata di recente. Il nylon, ancora chiaro, e la presenza di gavitelli fanno pensare a un deposito avvenuto solo poche settimane fa.

Successivamente i Benaco Guardians hanno inoltre individuato un ulteriore accumulo di reti e cime a una profondità di circa sei metri: in questo caso il nylon appariva scurito e fragile, segno di una permanenza in acqua molto più lunga.

Ph: pagina Facebook Benaco Guardians