L’aperitivo in piazza o in riva al lago è oggi un patrimonio immateriale del nostro Paese, una lente attraverso cui vivere il territorio soprattutto per chi arriva in vacanza dall’estero, caratterizzato dal tipico “godersi la vita all’italiana”.

È di fatto un simbolo, un rituale, alimentato da decenni di immagini, pellicole, pubblicità, tanto da divenire parte integrante della nostra identità. Così come anche un’esperienza da vivere ad ogni costo nell’immaginario collettivo dei turisti internazionali.

Come però accade per tantissimi ambiti di consumo, anche il nostro happy hour sta ora subendo gli effetti economici legati agli equilibri internazionali, con i prezzi dei bar in aumento a causa del costo maggiore delle materie prime e delle utenze.

L’industria dei prodotti da bar è infatti soggetta da mesi ad un’inflazione sempre più in crescita, accompagnata e
fomentata da fenomeni come il caro bollette, l’aumento del prezzo dei carburanti, problemi di approvvigionamento di materie prime e disfunzioni nel settore dei trasporti. Difficoltà che sono in particolare relative all’invio di prodotti dall’America verso l’altro lato dell’oceano, e questo ricade inevitabilmente sul mercato italiano, vista l’enorme esportazione di Campari, Aperol Spritz e Negroni.

Nonostante infatti numeri da record di presenze nel Basso Garda, è innegabile come in orario aperitivo oggi si noti una notevole diminuzione di clienti presso i bar del centro rispetto al passato, complici anche le alte temperature che perdurano fino al tramontar del sole. (...)

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