Presso l'incubatoio di Desenzano del Garda lo scorso 5 febbraio si è svolto l'incontro interregionale, voluto dalla Comunità del Garda, con gli assessori regionali alla pesca della Regione Lombardia, Veneto e Provincia Autonoma di Trento, insieme a Mariastella Gelmini e Filippo Gavazzoni, presidente e vicepresidente della Comunità del Garda.

Il tema del ripopolamento del Coregone

Tra le varie tematiche relative all'ittiofauna gardesana grande protagonista è stato ovviamente il futuro relativo al ripopolamento del coregone lavarello. "Regione Lombardia - spiega l'assessore lombardo Alessandro Beduschi - continua a lavorare per sbloccare la questione del divieto di immissione del coregone nel Lago di Garda. In tal senso l'intesa con Veneto e Trentino per avviare uno studio scientifico teso a dimostrare il riconoscimento del coregone come specie parautoctona rafforza la convinzione di voler presentare tutte le evidenze scientifiche utili ad approfondire questa tematica. La pesca del coregone-lavarello è fondamentale per la sopravvivenza del settore nel bacino e proprio per questo verrà fatto di tutto per dimostrare le nostre ragioni e quelle del comparto".

"Sul Lago di Garda - ha aggiunto Gavazzoni - la situazione è evidentemente più complessa che altrove, per la necessità di definire la possibile interazione nella competizione alimentare con il Carpione, un endemismo unico al mondo. A tal proposito credo sia corretto, come base di partenza e per rigore scientifico, valutare le evidenze dettate dall'importante studio “Biologia e pesca del Coregone lavarello (Coregonus forma hybrida) nel Lago di Garda” (Riv. it. Piscic. Ittiop 1986) a cui serve integrare nuovi studi come la stima della biomassa presente nel lago".

Un rinnovato regolamento per la pesca

"È stato un incontro positivo per il futuro della pesca sul Lago di Garda - dichiara l'assessore veneto Cristiano Corazzari- perché Veneto, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento hanno dimostrato di essere in sintonia. Non solo a breve arriverà un nuovo regolamento sulla pesca per l'intero lago, ma verrà avviato anche lo studio congiunto per fornire elementi utili per la gestione di alcune specie di grande interesse per il mondo della pesca".

"Il prossimo passo - secondo l'assessore veneto - sarà la sottoscrizione di uno specifico protocollo di intesa per avviare lo studio, ed è prevista inoltre l'attivazione di un tavolo di consultazione permanente tra le amministrazioni regionali e la Comunità del Garda"

Come aggiunto inoltre dal Vicepresidente Gavazzoni, "uno studio che possa identificare una stima di quali sono i volumi ittici e la produttività del Lago di Garda è l’unico modo, con rigore scientifico, di definire quote di pesca in grado di evitare squilibri eccessivi nelle specie oggi soggette a prelievo a scopo commerciale e ricreativo. In quest’ottica generale l'inserimento di un tesserino segna catture risulta indispensabile e non più derogabile per una corretta gestione.

Infine, si è inoltre approfondita la tematiche del contenimento del pesce Siluro, la cui cattura potrebbe essere affidata ai pescatori di professione, mentre dal punto di vista della tutela del Carpione, è stato proposto un finanziamento pluriennale da almeno 5 anni tramite il progetto LIFE Carpione per procedere in sinergia tra amministrazioni comunali e regionali, con la supervisione della Comunità del Garda.