Il circolo salodiano del Partito Democratico ha emanato un comunicato nel quale si accoda, nelle intenzioni, alla proposta di Europa Verde presentata alcuni giorni fa dall’On. Devis Dori, che prevede la revoca del commissariamento dell’opera pubblica del depuratore del Garda bresciano, che da tempo fa discutere opinione pubblica e amministrazioni comunali. Dalla nota emergerebbe anche una contrarietà di fondo al progetto nel suo stato attuale, i militanti del PD salodiano ritengono infatti che il depuratore debba essere di esclusiva competenza del bacino del Benaco, escludendo quindi un interessamento del fiume Chiese.

Un corposo stralcio del comunicato chiarisce le motivazioni e finalità addotte rispetto a questa presa di posizione: “La revoca del Commissario Straordinario è il primo passo necessario per evitare che diventi definitiva l’attuale ipotesi progettuale, che annullerebbe il sistema di collettazione e depurazione a Peschiera della sponda bresciana del lago, per far confluire le acque reflue fognanti provenienti da Gargnano, Toscolano-Maderno, Gardone Riviera a Salò, mediante un impianto di sollevamento localizzato nelle immediate vicinanze del duomo di Salò, presso un nuovo impianto di depurazione da costruire a Gavardo. Le acque reflue dei comuni del medio lago (Valtenesi) proseguirebbero invece fino a Montichiari ove è previsto un nuovo secondo impianto di depurazione. Tale progetto, che a nostro avviso è profondamente masochistico per la comunità gardesana e per il suo territorio, oltre che per la comunità valsabbina e per il suo territorio, prese spunto negli anni scorsi dalla fakenews che le due condotte sub-lacuali fossero da eliminare perché a rischio catastrofe ecologica, teoria sostenuta dalla dirigenza degli Enti preposti, senza nessun dato tecnico a supporto; infatti Acque Bresciane dopo avere effettuato, seppure con colpevole ritardo, le opportune verifiche, nei mesi scorsi è stata obbligata a smentire l’imminente catastrofe ecologica, poiché le condotte sub lacuali godono di buona salute e possono durare altri 30 anni. Questo progetto è palesemente in contrasto con tutte le normative nazionali ed europee che indicano per ogni bacino imbrifero di depurare e smaltire le proprie reti fognanti nel proprio territorio (il nostro bacino è Sarca, Garda, Mincio). Scaricare nel Chiese (depuratore di Gavardo e Montichiari) è quindi insostenibile poiché rappresenta un altro bacino imbrifero e va a peggiorare la già critica situazione del fiume. Il conteggio dei costi per il rifacimento, la modifica del collettore e la realizzazione dei due nuovi impianti di depurazione prevedeva, nel progetto iniziale, una spesa di oltre trecento milioni di euro, ora sicuramente incrementati a causa del rincaro delle materie prime”.