Nonostante le enormi difficoltà affrontate del comparto turistico benacense negli anni recenti, fortemente condizionati dalla diffusione internazionale del Covid, il Garda si attesta sempre di più tra le mete più ambite dell’intero Paese.

I dati relativi agli ultimi 2 anni, forniti grazie all’indagine attuata dagli esperti di Cnr e Iriss (Consiglio nazionale delle ricerche e Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo) all'interno dell'ultimo Rapporto sul turismo italiano 2020-2022, evidenziano infatti come il Benàco sia secondo solo alla Riviera Romagnola dal punto di vista dei flussi turistici, mentre a livello di presenze è di fatto il terzo bacino nazionale, in coda sempre alla Riviera Romagnola e alla Costa del Veneto.

Una crescita costante che trova ennesima testimonianza anche nelle prenotazioni in vista dell’imminente periodo pasquale, che vedono il Garda praticamente tutto esaurito o in intorno al 90% durante quello che rappresenta di fatto il vero e proprio inizio della stagione turistica, con il ritorno in massa soprattutto dei turisti stranieri provenienti dai tradizionali mercati affezionati al territorio, come tedeschi, austriaci e olandesi.

A pochi giorni dalla Pasqua, sono ormai tornate aperte tutte le strutture ricettive e le attività commerciali dei centri storici, che si preparano a ad essere invasi dopo settimane di quiete nonostante temperature e clima fuori stagione già a partire da febbraio.

Un boom di presenze che coinciderà anche con il ritorno degli eventi open air sulle tre sponde del lago, come gli appuntamenti sportivi dedicati a discipline come ciclismo, corsa e motori, la ripresa dei concerti e degli eventi dedicati al divertimento per tutte le età, così come anche la riapertura dei principali centri culturali e naturalistici del territorio.

Certo è che, d’altro canto, in diverse località non mancano alcune criticità che mal si sposano con l’imminente avvio dell’alta stagione turistica, come ad esempio i problemi viabilistici sul ponte di ingresso al borgo antico di Sirmione o le difficoltà di attivazione dell’ascensore del Bastione a Riva, oppure la difficile gestione dei flussi veicolari dal Basso all’Alto Garda bresciano con l’aumento delle presenze o il mantenimento della sicurezza presso le località più affollate.

Su tutti poi il problema della siccità, che non sembra allentare la morsa sull’interno Nord Italia e sul Garda in particolare, soprattutto se considerato come il boom delle presenze arrivi di pari passo con l’inizio della stagione irrigua per i territori destinati all’agricoltura. E considerate le previsioni da qui alle prossime settimane, la situazione non sembrerebbe dirigersi verso un miglioramento della condizione, attualmente a livelli potenzialmente drammatici.