Da oggi non è più "solo" uno dei simboli della tradizione benacense che affonda le radici nella storia del territorio, ma è anche ufficialmente inserito tra i beni immateriali dell'Unesco.

Questo il riconoscimento ottenuto dal Palio delle Bisse del Garda, storica gara remiera in grado negli anni di sopravvivere a decine di generazioni sulle sponde benacensi, in occasione della cerimonia tenutasi questa mattina a Roma presso la Sala Spadolini presso il Ministero della Cultura.

Nell'occasione, alla presenza appunto della Lega Bisse del Garda, è stata infatti consegnata la pergamena per l'iscrizione nel Registro delle Buone Pratiche della Convenzione Unesco del "Tocatì, Programma per la salvaguardia dei giochi e sport tradizionali" promosso dall'Associazione Giochi Antichi.

Una pratica questa che secondo le più antiche testimonianze risalirebbe al XVI secolo, con la prima gara di Bisse (imbarcazioni a fondo piatto per la voga alla veneta) che sarebbe stata organizzata a Salò nel 1548, in occasione della visita di Stefano Tiepolo, provveditore generale in Terraferma per la Serenissima. Tradizione proseguita nel corso dei secoli fino ad arrivare al 1968, anno in cui venne fondata la Lega Bisse del Garda.