Sarebbe giunta fin sulle sponde del Garda l'operazione della Guardia di Finanza denominata "Leonida", allestita con oltre 90 militari in campo per far luce su presunte irregolarità nell’affidamento diretto di commesse pubbliche in via esclusiva ad un’azienda reggiana, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

Le indagini si sono sviluppate nelle province di Reggio Emilia, Parma, Verona, Lucca, Livorno, Sassari, Roma, Siena e appunto Brescia, e hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari emesse dal GIP di Reggio Emilia, tra cui 1 arresto domiciliare e 4 interdittive.

Operazione che avrebbe fatto emergere alcune condotte criminose a danno della pubblica amministrazione, andando ovvero a incidere illecitamente su procedure di affidamento di commesse pubbliche connesse allo smaltimento di rifiuti da circa 650mila euro per il solo periodo investigato (aprile 2023 – gennaio 2024).

Le indagini, come anticipato, hanno portato i militari fino al territorio del Garda bresciano, e in particolare a Padenghe: come descritto dal Bresciaoggi, qui è stato infatti indagato per turbata libertà degli incanti e rivelazione segreto d'ufficio un dirigente di Garda Uno, società che ricordiamo gestisce il servizio di igiene urbana nel benacense e in alcuni comuni della bassa bresciana. Le fiamme gialle hanno predisposto la perquisizione degli uffici e della sua abitazione, oltre che il sequestro dei dispositivi elettronici.

Il comunicato stampa di Garda Uno

"Lo smaltimento di rifiuti e' un filone che non ha nulla a che fare con il coinvolgimento della multiutiliy Garda Uno nell'inchiesta della Procura di Reggio Emilia: le presunte irregolarità che l'indagine solleva non riguardano lo smaltimento dei rifiuti, ma l'acquisto di macchinari. Parliamo di 5 presse per compattare i rifiuti (alimentate con pannelli fotovoltaici) e 5 tricicli per la raccolta dei rifiuti nei centri storici (anch'essi muniti di fotovoltaico) che Garda Uno ha acquistato dall'azienda emiliana che è finita sotto inchiesta della Procura.

È quanto spiegano i vertici della società Garda Uno, provando a circostanziare meglio quanto accaduto.
L'indagine ha portato a diverse perquisizioni in tutta Italia, compresi alcuni uffici di Garda Uno, ma da parte dei dirigenti della società bresciana c'è la massima trasparenza: "Abbiamo offerto piena collaborazione agli inquirenti - dichiarano da Garda Uno -, questa mattina abbiamo lasciato che facessero tutte le verifiche del caso rifiutando di farci assistere da legali. Siamo infatti tranquilli di aver agito secondo la legge e crediamo che la nostra posizione si chiarirà".

Da Garda Uno ci tengono a sottolineare che l'acquisto di 5 presse e 5 tricicli per la raccolta dei rifiuti (e relativa manutenzione) sono stati fatti "rispettando quanto previsto dalla normativa sul Codice degli appalti". Parliamo di acquisti sotto soglia utilizzando la modalità della "manifestazione d'interesse", prevista dalla legge: il tutto secondo quanto stabilito dal codice degli appalti".