Si aggiorna di un nuovo capitolo la lunga vicenda relativa all'omicidio di Carlo Mortilli, il commerciante di orologi e preziosi assassinato per un tentato furto nel maggio 1997 all'interno del parcheggio del West Garda di Padenghe, il cui caso è stato riaperto solo di recente.

Dopo che l'ultima udienza si era tenuta lo scorso maggio, era atteso l'appuntamento di ieri in aula per le deposizioni di alcuni testimoni, tra cui anche l'imputato Alessandro Galletta, accusato di avere preso parte all’omicidio. Ricordiamo che il delitto aveva portato alla condanna a 17 anni e 8 mesi per Marcello Fortugno, così come a 4 anni nei confronti di Fabio Cosoleto, responsabili della violenta e tragica aggressione.

Galletta è ora sotto accusa in quanto il suo Dna sarebbe stato trovato sulla scena del crimine (su una calza usata come passamontagna), permettendone così l'identificazione dopo oltre 20 anni. L'uomo non si è però presentato in tribunale, in quanto la difesa ha presentato un certificato medico chiedendo il legittimo impedimento per motivi di salute.

Nell'ambito del processo è stato inoltre sentito come consulente per la difesa l'ex generale e comandante dei RIS Luciano Garofano, il quale ha raccontato che le tracce erano "poco pulite", "in quantità estremamente esigue" e anche amplificate, così da comportare potenzialmente degli "sbilanciamenti" che potrebbero far sorgere dei dubbi in merito alle analisi, che andrebbero così ripetute.