Omicidio di Santina Delai: il figlio l'avrebbe strangolata per 8 minuti
Si sta delineando il quadro attorno alla tragica aggressione da parte del figlio della donna Mauro Pedrotti: il movente sarebbe stato economico
Sette, forse otto minuti: tanto sarebbe durato il soffocamento che ha strappato la vita a Santina Delai nel febbraio dello scorso anno.
Questo quanto emerso durante il processo in corso a carico del figlio Mauro Pedrotti, 55enne reo confesso dell'omicidio della madre di 78 anni, strangolata prima a mani nude e poi con uno strofinaccio da cucina presso la sua abitazione di Puegnago del Garda, fatta in seguito passare dallo stesso come una rapina finita in tragedia.
Durante l’ultima udienza a parlare sono stati i medici legali e gli investigatori che si occuparono dell’autopsia e dei rilievi iniziali. Il quadro tracciato è grave: la morte della donna sarebbe sopraggiunta dopo alcuni minuti di soffocamento - prima in piedi e poi a terra - un atto che, secondo la pubblica accusa, potrebbe essere stato premeditato.
Gli inquirenti sostengono infatti che Pedrotti avesse compiuto ricerche online su omicidi e rapine, elemento che alimenta l’ipotesi della volontarietà e della pianificazione. Aveva inoltre insospettito le forze dell'ordine il fatto che avesse già contattato le onoranze funebri ancor prima che si potessero chiarire le cause della morte, caratterizzata da una scena del crimine che appariva più simulata che reale.
Secondo l’accusa il movente sarebbe stato economico, in quanto l’uomo avrebbe avuto difficoltà finanziarie e un bisogno costante di denaro, arrivando così a "puntare" la polizza vita di cui era titolare l'anziana madre. D'altra parte la difesa respinge l’ipotesi di premeditazione e minimizza le ricerche online, attribuendole all’algoritmo dei social network e non a un intento consapevole.
Il processo proseguirà il 18 settembre con nuove testimonianze dell’accusa