Omicidio Bozzoli: chiesti 30 anni per Oscar Maggi, ex addetto ai forni della fonderia
L’operaio sarebbe coinvolto nell'omicidio dell’imprenditore: avrebbe aiutato il nipote Giacomo a distruggere il corpo nella fonderia di Marcheno
Dieci anni dopo la scomparsa di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno svanito l’8 ottobre 2015 all’interno della fonderia di famiglia, il caso torna sotto i riflettori quest'oggi, martedì 12 novembre presso il tribunale di Brescia.
Il pubblico ministero Benedetta Callea ha infatti chiesto una pena di trent’anni di carcere per Oscar Maggi, ex addetto ai forni dell’impianto accusato di omicidio volontario in concorso con Giacomo Bozzoli, nipote della vittima, già condannato in via definitiva all’ergastolo dopo che era stato arrestato presso la sua villa di Soiano a seguito della tentata fuga.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Maggi avrebbe avuto un ruolo decisivo nella notte della scomparsa: fu lui, sostengono gli inquirenti, a riattivare il forno dopo un improvviso blocco e una fumata anomala. È in quel momento che, sempre secondo la procura, il corpo di Mario Bozzoli sarebbe stato gettato nel metallo fuso, cancellando per sempre ogni traccia.
L’inchiesta sull'uomo si è riaperta dopo la condanna di Giacomo Bozzoli: durante quel processo, le contraddizioni emerse nelle testimonianze e nei turni di lavoro portarono la Corte d’Assise di Brescia a trasmettere gli atti alla procura, ipotizzando un concorso nell’omicidio.
Maggi, che oggi ha 47 anni, non era presente in aula al processo con rito abbreviato di questa mattina, e la parola passerà alla difesa il 3 dicembre: la sentenza è attesa entro il 22 dicembre.