La delicata questione relativa alla realizzazione della Ciclovia del Garda è giunta in settimana a Roma in occasione della conferenza stampa presso il Senato della Repubblica di ieri, mercoledì 14 febbraio, che ha visto la partecipazione dei principali enti e realtà coinvolti.

Tra questi anche la Comunità del Garda rappresentata dalla Presidente Maristella Gelmini, che ha espresso nuovamente come il progetto non rappresenti una priorità rispetto ad altre situazioni ritenute emergenziali, anche in considerazione delle criticità portate alla luce: “Da più parti sono emerse criticità, in particolare da alcune amministrazioni comunali bresciane e veronesi relative ad aspetti connessi alla sicurezza, ai vincoli ambientali e monumentali, nonché alla pericolosità di alcuni tratti che sono progettati in condivisione con la S.S.45 Bis – spiega la Presidente Gelmini –. Rilevo quindi che la progettazione di questa infrastruttura deve avere come primario obiettivo quello di garantire la sicurezza dei fruitori, ma anche il pieno rispetto del paesaggio nel suo complesso, inteso come flora, fauna e geomorfologia”.

Un focus in particolare è stato fatto sul tratto compreso tra Toscolano Maderno e Limone, dove si è proposto a più riprese di “integrare il percorso ciclabile con il servizio della navigazione pubblica, proprio in considerazione delle difficoltà ambientali e di sicurezza che interventi a sbalzo sulle falesie necessariamente comportano. Anche la recente frana, che poco prima di Natale, ha interessato il Comune di Tremosine, ha rappresentato una ulteriore riprova della fragilità di tale porzione di territorio” come espresso dalla Senatrice Gelmini.

Criticità che sono state ribadite anche da diverse realtà del territorio come le associazioni C.A.R.G., Salò Promotion, Gardone Europa e Toscolano Promotion, in particolare relative sempre al secondo lotto di interventi tra le provincie di Brescia e Trento.

“Le nostre osservazioni – viene descritto tramite una nota congiunta – riguardano principalmente il peggioramento della viabilità nonché della sicurezza di ciclisti e pedoni” in quanto il progetto attuale “prevede lo sviluppo della ciclovia su strade ad altissima percorrenza e lungo la già congestionata Strada Statale 45bis”.

Queste di fatto le osservazioni relative alle problematiche riscontrate: restringimento della SS 45 bis, soprattutto nel tratto fra Salò e Gardone Riviera, con riduzione della carreggiata di un metro per ciascuna corsia; presenza di tratti ibridi, di estrema pericolosità, in cui la ciclabile in progetto transiterà direttamente sulla SS 45 bis, contribuendo così al peggioramento della attuale viabilità già al collasso; attraversamenti di numerose strade comunali che si intersecano con la SS 45 bis.

“Riteniamo che il nostro lago unico nel suo genere meriti uno studio più approfondito – ribadiscono infine le associazioni – che miri a raggiungere una viabilità moderna e razionale quale componente fondamentale dell’intero sistema economico e sociale dell’intero Lago di Garda. Le Associazioni qui rappresentate esortano con urgenza gli organi competenti a ripensare la viabilità totale del Garda fra Salò e Riva, sostituendo la ciclovia con la via d’acqua, la quale aiuterebbe al contempo a decongestionare la statale Gardesana, e a riprogettare il percorso della ciclovia del Garda nel tratto fra Salò e Riva del Garda valutando diverse alternative con parametri più consoni al territorio, quali il passaggio nell’entroterra con la sua conseguente valorizzazione".