Proseguono negli ultimi giorni le valutazioni ministeriali riguardanti il progetto di potenziamento delle capacità dell’aeroporto di Brescia Gabriele D’Annunzio, situato nel territorio comunale di Montichiari. Infatti, proprio pochi giorni fa il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha espresso il proprio giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del piano di sviluppo che interesserà i prossimi dieci anni dell’aerodromo monteclarense.

Al momento il traffico aereo che passa per la città della bassa bresciana è in massima parte riservato ai velivoli cargo, in particolare gestiti da aziende come Poste Italiane e DHL, che vanno a servire tutta la logistica di un’area molto estesa del nordest, tra le province di Brescia, Cremona, Mantova e Verona, essendo invece il Valerio Catullo destinato per lo più ai passeggeri. Il piano di rilancio dell’aeroporto di Montichiari prevede un investimento da oltre cento milioni di euro, ancora da stanziare, in attesa anche dei tempi del mondo della politica, che deve ancora esprimere una chiara volontà di portare a termine il progetto. In ogni caso si prevedono degli interventi volti a potenziare ulteriormente le capacità logistiche dell’aerodromo, come l’ampliamento delle infrastrutture cargo e dei servizi, oltre alla modifica del tracciato della strada provinciale SP37, affinché sia reso più agevole il carico e lo scarico delle merci, nonché sopratutto il prolungamento della pista fino a tre chilometri e mezzo, una lunghezza che consentirà l’atterraggio è il decollo dei velivoli più capienti esistenti al mondo, anche a pieno carico.

Il via libera per impostare ed eseguire i lavori sarà però vincolato a tutta una serie d’indicazioni di carattere ambientalista. Infatti, la commissione dei tecnici che hanno valutato l’impatto ambientale del grande progetto ha formulato una serie di considerazioni e di condizioni alle quali attenersi nello svolgimento e nella progettazione. Sarà dunque necessario condurre ulteriori indagini sulle emissioni di particolato e polveri sottili, che in provincia di Brescia. Le aziende che effettueranno i lavori, ancora prima dell’avvio delle prime fasi del cantiere, dovranno rendere conto in maniera puntigliosa delle modalità tramite cui saranno smaltiti e trasportati i rifiuti prodotti. Oltre a questo, sarà necessario effettuare studi maggiormente approfonditi sull’impatto che i lavori e la presenza dell’aeroporto hanno in relazione alla qualità della vita e alla salute dei residenti più deboli nelle zone attigue allo stesso, tra cui delle misure a campione dei parametri sanitari di base, nonché una ricerca sulla correlazione tra il consumo di farmaci di varia natura e l’esposizione al rumore degli aeromobili. Inoltre, bisognerà condurre un’indagine sulle cause di morte e di ricovero ospedaliero per la popolazione locale, con particolare attenzione alle cause respiratorie.

Bisognerà dunque formulare uno specifico piano volto a contenere le emissioni nell’atmosfera di particolato e polveri sottili legate alle attività di costruzione, nonché una pianificazione volta a ripristinare le aree naturali attigue dal cantiere in seguito alla conclusione dei lavori.