Un albero forse troppo ingombrante per i vicini, la cui unica colpa sarebbe stata quella di una chioma che andava ad ostruire la vista a lago, finendo così per essere avvelenato.

Anche se non vi è certezza che sia andata così, ciò è parte del racconto del proprietario, ripreso sulle colonne del Giornale di Brescia, in merito ad una vicenda verificatasi di recente presso il Villaggio Heliopolis di Manerba del Garda.

Qui si sarebbe infatti "ammalato" un cedro del Libano di circa 40 metri, ormai in condizioni disperate dopo che, secondo l'uomo, gli sarebbe stata spruzzata sopra una sostanza velenosa per farlo morire attraverso l'uso di un drone utilizzato in agricoltura per lo spargimento di pesticidi, avvistato almeno tre volte al di sopra della struttura turistica. Anche i giardini limitrofi avrebbero riportato segni di avvelenamento testimoniato dall'erba "bruciata".

Un fatto che richiamerebbe ad un episodio simile avvenuto circa un anno fa, quando un cipresso dell'Arizona venne avvelenato versando una sostanza velenosa nel tronco attraverso appositi fori effettuati con un trapano.

L'uomo ha quindi consegnato i campioni della sostanza per farli analizzare e raccontato la vicenda ai carabinieri sporgendo denuncia contro ignoti, e spiegando inoltre come, secondo lui appunto, le fronde dell'albero impedivano la vista sul Garda dalle villette in costruzione nei pressi del villaggio, portando così qualcuno a volerlo eliminare definitivamente. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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