Madre e figlio annegati a Riva del Garda: respinta la richiesta di archiviazione
Sotto esame la pericolosità del tratto di lago e la gestione delle aree successivamente vietate alla balneazione
Non si chiude per il momento il capitolo giudiziario relativo alla tragedia avvenuta nell’estate del 2024 a Riva del Garda, quando morirono Hanna Shrabatska e il figlio diciannovenne Oleksii presso Punta Lido. Rifugiati ucraini accolti in Trentino, avevano raggiunto il lago in una giornata di caldo per cercare refrigerio prima dell'improvvisa scomparsa denunciata in serata, i cui corpi vennero recuperati il giorno seguente a circa 18 metri di profondità nelle acque del lago.
Il giudice per le indagini preliminari di Rovereto ha infatti respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, ordinando nuovi accertamenti alla luce di elementi tecnici emersi successivamente.
Determinante è stata una consulenza tecnica prodotta dalla difesa del compagno della donna, che ipotizza un meccanismo fisico particolarmente insidioso nel tratto di lago davanti a Punta Lido, in prossimità della foce del torrente Varone. Secondo lo studio, l’immissione di acqua fredda e più densa nel lago, più caldo in superficie, potrebbe generare un vortice verticale capace di trascinare verso il fondo anche nuotatori esperti: un’ipotesi che, per il giudice, non consente di escludere responsabilità e richiede ulteriori verifiche. A rafforzare i dubbi, infine, pesa anche un altro episodio poche settimane dopo la morte di madre e figlio, quando nello stesso punto perse la vita un giovane bresciano.
Oggi l’area è interdetta alla balneazione e delimitata da segnaletica, ma all’epoca dei fatti le indicazioni di pericolo sarebbero state assenti o insufficienti. Pertanto l’inchiesta dovrà ora stabilire se vi siano responsabilità da parte degli enti pubblici coinvolti, in particolare della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Riva del Garda, chiamati a gestire e vigilare sul tratto di costa per il quale il bando esplicito alla balneazione era arrivato solo dopo la tragedia, mentre l’estensione dell’area vietata è stata formalizzata mesi più tardi.