La ciclovia del Garda resta una delle opere più discusse degli ultimi anni non solamente per l'eventuale impatto sul territorio denunciato dalle associazioni ambientaliste, ma anche per i relativi costi di realizzazione che da diversi mesi ormai stanno sempre più lievitando in seguito all'incremento del prezzo delle materie prime.

Come ad esempio sta accadendo per il tratto occidentale compreso tra Limone e Riva, che in base a quanto denunciato ora dal Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda sarebbero arrivati fino a quasi 70 milioni di euro per 5,5 chilometri, ovvero il triplo rispetto a quanto inizialmente paventato nel 2018, stabiliti in circa 25 milioni per l'intero tratto trentino.

Da qui la decisione giunta negli ultimi giorni da parte del Coordinamento di presentare un nuovo esposto alla Corte dei Conti di Trento, sulla base anche di ulteriori contestazioni mosse dai diversi comitati ambientalisti rispetto a quanto gravita attorno alla sicurezza sul tratto, con relative verifiche, lavori per le nuove gallerie e posizionamento delle reti paramassi che potrebbero dunque portare a lungaggini temporali causando così ulteriori aumenti di spesa.

Una situazione questa, come denunciato, che rappresenterebbe una condizione generale per l'intero anello ciclopedonale, il quale, sulla falsa riga di quanto avvenuto tra Limone e Riva, potrebbe veder triplicati i costi per l'intero periplo del Garda (160 chilometri) , valutati inizialmente di 344 milioni di euro e oggi non ancora quantificati definitivamente.