"La logistica è il settore economico responsabile della gran parte del consumo di suolo nel Nord Italia, ma nonostante ciò la Regione Lombardia, che ne è il principale attrattore, non ha ancora pensato a dotarsi di alcuna pianificazione per lo sviluppo del comparto, che quindi procede a briglia sciolta".

Questa la situazione relativa al consumo di suolo secondo i vertici di Legambiente Lombardia, che si è espressa attraverso un'analisi dell'attualità sul territorio in occasione dell'odierna Giornata Mondiale del Suolo, andando a toccare anche i territori limitrofi al Basso Garda: tra le maglie nere della provincia di Brescia, prima a livello regionale, negli ultimi anni infatti, insieme a Chiari, vengono inseriti anche Lonato e Calcinato.

“In Lombardia la logistica persegue una logica aggressiva, andando a bussare ai comuni, a uno a uno, fino a che trova un sindaco che accetta le lusinghe dei promotori immobiliari - commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Il conto immediato lo paga la ridotta disponibilità di suolo agricolo, ma anche i comuni limitrofi, che subiscono gli effetti del nuovo grande insediamento sul territorio confinante. Regione Lombardia è la grande assente nel processo di sviluppo di un settore industriale che invece potrebbe generare condizioni per un rinnovamento del tessuto produttivo, in armonia con le esigenze dei territori”

Il dato più preoccupante è quello relativo alla tendenza: nello stesso periodo il consumo di suolo in Lombardia è più che raddoppiato, passando dai 401 ettari misurati come incremento di superfici cementificate nel 2016 rispetto al 2015, ai 908 misurati nel 2022 in rapporto al 2021.

“Questo dato certifica il fallimento completo della legge lombarda che avrebbe dovuto contenere la crescita del consumo di suolo, la L.R. 31 approvata alla fine del 2014, e da noi già allora contestata - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Il consumo di suolo non si arresta con artifici burocratici, ma rendendo la cementificazione dei suoli agricoli economicamente svantaggiosa e attivando un programma per il risanamento delle aree industriali dismesse, da rendere disponibili per un nuovo sviluppo economico. Oggi, nonostante la legge del 2014, gli operatori del settore immobiliare logistico continuano invece ad investire su suoli agricoli, i più facili da urbanizzare. Il risultato è un consumo di suolo che accelera invece di diminuire.”