È allarme abbandono in Lombardia per quanto concerne il Servizio Sanitario Regionale, visto il fenomeno sempre più diffuso che vede calare drasticamente il numero dei medici impiegati presso le strutture pubbliche del territorio.

Ad evidenziare come sempre più medici stiano da diversi mesi optando per un impiego all’interno della sanità privata, a scapito appunto del servizio pubblico, è questa volta il recente studio ‘La “grande fuga” del personale sanitario’ condotto dall’Anaao Assomed Lombardia, il più rappresentativo sindacato dirigenti nel settore sanitario nazionale, che conta quasi 20mila iscritti.

Sono infatti stati monitorati i numeri partendo dai dati del Conto Annuale del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2020, che non prendono in considerazione i professionisti in pensionamento e di fatto non contemplano gli effetti della pandemia su questo fenomeno sempre più preoccupante, in primis per lo stesso sindacato.

L’analisi è iniziata nel 2016, partendo dalla riforma Maroni che ha ridisegnato i perimetri delle aziende, rendendo quindi differenti anche le dotazioni organiche, con lo scopo di analizzare in modo approfondito il contesto regionale così come le singole ASST e IRCCS pubbliche.

Lo studio ha preso in considerazione unicamente i casi di licenziamento su base volontaria, escludendo tutte le altre causali relative ai vari tipi di pensionamento o di mobilità verso altre strutture pubbliche, così da evidenziare unicamente i soggetti interessati e non coloro che decidono di interrompere o concludere la propria carriera. Le scelte più note sono quelle verso la medicina generale, il privato oppure la libera professione, dettate per la quasi totalità dei casi da problematiche legate al rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione. (...)

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