L’allarme per la contaminazione da Pfas continua ad attirare l’attenzione nel territorio bresciano, dove una nuova serie di rilevazioni ha segnalato la presenza di queste sostanze persistenti nelle acque superficiali e sotterranee.

I dati, ripresi nelle ultime ore dal Bresciaoggi, emergono dall’attività di monitoraggio condotta da Arpa nel corso del 2024, che ha visto oltre mille controlli su fiumi, laghi, corsi d’acqua e scarichi in tutta la Lombardia. Le analisi confermano che i livelli complessivi dei Pfas non superano i limiti fissati dalla normativa, come già avvenuto negli anni precedenti. In alcuni corsi d’acqua sono invece stati registrati superamenti del valore medio annuo previsto dalla legge relativo al Pfos, pur restando ben al di sotto della soglia considerata pericolosa per la salute.

Alla luce delle caratteristiche di persistenza di queste sostanze, Arpa Brescia ha avviato una nuova campagna di indagine sulle acque sotterranee in un'area che comprende diversi comuni della Bassa bresciana, tra cui Calcinato, Montichiari, Ghedi, Castenedolo, Leno, Manerbio, Borgosatollo, San Zeno, Montirone e Bagnolo.

L’attività si inserisce in continuità con le verifiche svolte tra il 2019 e il 2022 nei territori di Lonato e Desenzano, dove, durante i monitoraggi legati ai cantieri Tav, era stata rilevata in modo sporadico la presenza di Pfas nelle falde. Ulteriori riscontri erano emersi anche nei piezometri collegati a cave e discariche, con segnalazioni nei comuni di Ghedi, Manerbio e Montichiari.

Nel corso del 2024 il controllo sui Pfas ha interessato complessivamente 13 stazioni lungo i principali corsi d’acqua della provincia. I campionamenti hanno riguardato il fiume Mella a Villa Carcina, Castel Mella e Pralboino; il Chiese a Barghe, Villanuova, Prevalle e Montichiari; l’Oglio sublacuale a Capriolo; i torrenti Garza a Ghedi, Toscolano a Toscolano e Valvestino, Caffaro a Bagolino, oltre al vaso Fiume a Flero. In totale sono state effettuate 87 campagne di monitoraggio.

I risultati confluiscono nel quadro di sintesi elaborato dalla direzione tecnica Monitoraggi e prevenzione del rischio naturale di Arpa Lombardia, che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione per valutare eventuali criticità future.