Il Lago di Garda si rigenera: completato il rimescolamento delle acque dopo vent’anni
Un raro evento naturale, favorito da condizioni climatiche eccezionali, ha riportato ossigeno e nutrienti nelle profondità del lago
Nei primi giorni di aprile il Lago di Garda è stato interessato da un fenomeno eccezionale, che non si registrava dall’inverno del 2006, ovvero il completo rimescolamento delle sue acque attraverso un processo naturale cruciale, capace di ristabilire gli equilibri interni del bacino e garantire la sopravvivenza delle specie che lo abitano.
A rendere possibile questo evento è stata una combinazione particolarmente favorevole di condizioni climatiche, decisivo in particolare il forte vento da nord che ha colpito il Trentino, accompagnato da temperature tali da portare il lago in uno stato di omotermia, con valori termici uniformi dalla superficie fino alle profondità. In questo scenario, si è innescato un moto convettivo capace di mescolare completamente le acque, superando la tipica stratificazione dei grandi laghi.
Il risultato è stato uno scambio verticale tra gli strati, con le acque superficiali, più ricche di ossigeno, che sono scese verso il fondale, mentre quelle profonde sono risalite trasportando nutrienti e microelementi accumulati nel tempo, un meccanismo fondamentale per il mantenimento della qualità ambientale del lago.
A documentare con precisione l’accaduto sono stati i dati raccolti dalla sonda multiparametrica dell’Agenzia provinciale trentina per la protezione dell’ambiente, posizionata a Riva del Garda. Le rilevazioni hanno evidenziato come, alle prime ore del 1° aprile, la temperatura a un metro di profondità fosse praticamente identica a quella registrata settimane prima a 270 metri, confermando il completo rimescolamento. Parallelamente, si è registrato un aumento significativo dell’ossigeno negli strati più profondi.
Questo evento rappresenta una vera e propria “ricarica” per il Garda: infatti ossigena il fondale e rimette in circolo elementi essenziali per la vita acquatica, contribuendo a preservare nel lungo periodo la salute dell’ecosistema e a contrastare i fenomeni di ristagno.