Non basta più sapere quanti visitatori arrivano sul Garda, la sfida oggi per il territorio e per gli operatori del turismo è capire con maggiore anticipo chi sono, cosa cercano, come scelgono di vivere il territorio e quale ricaduta lasciano sull'economia locale.

È questa la direzione indicata dal Consorzio Lago di Garda Lombardia, che ha presentato nella sede di Gardone Riviera una nuova direzione di analisi basata sulla piattaforma di data intelligence IODAH, che vede al centro non solo le statistiche tradizionali, ma una lettura più ampia dei comportamenti e delle aspettative dei visitatori.

Un nuovo modo di leggere il turismo

I numeri di partenza confermano la rilevanza del Garda lombardo nel panorama turistico: circa 9 milioni di presenze, pari a due terzi del totale provinciale, e una componente internazionale che raggiunge l'81%. A questi dati si aggiunge una reputazione online valutata 86 punti su 100, e un'analisi del sentiment che restituisce un quadro particolarmente positivo: tra le emozioni associate più frequentemente alla destinazione prevale il "love", con una polarità positiva indicata come doppia rispetto a quella rilevata nelle destinazioni concorrenti.

Per Stefania Lorenzoni, presidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia, il dato numerico deve diventare uno strumento per orientare le scelte: "Il Garda parte da una posizione di grande forza, ma non possiamo limitarci a guardare quanti turisti arrivano ogni anno. Dobbiamo capire meglio chi sceglie questa destinazione, cosa si aspetta di trovare e quale ricaduta produce la sua presenza sul territorio. È da questa conoscenza che possiamo costruire un turismo capace di creare valore anche per gli stessi gardesani".

La nuova bussola si chiama IODAH

Da qui la scelta di affiancare alle statistiche consolidate uno strumento in grado di incrociare una quantità più ampia di informazioni. IODAH, acronimo di Intelligence On Destination And Hospitality, mette infatti in relazione domanda, offerta e reputazione turistica dell'intero comprensorio. La piattaforma prende in esame i dati di oltre 6.000 operatori e circa 637.000 recensioni, con l'obiettivo di individuare tendenze e comportamenti prima che diventino fenomeni consolidati.

A illustrare il funzionamento e i risultati dell'analisi è stato Fabio Primerano, direttore del Dipartimento Tecnico Scientifico "AI for Travel, Tourism and Hospitality" dell'E.N.I.A. e docente all'Università IULM di Milano, il quale ha descritto il nuovo modello di analisi e previsione.

"Per molto tempo abbiamo osservato il turismo attraverso pochi indicatori fondamentali. Oggi abbiamo la possibilità di incrociare molte più informazioni e di capire in anticipo come stanno cambiando gusti e comportamenti dei visitatori. Questo ci permette non solo di individuare ciò che funziona, come l'enoturismo e le esperienze legate al territorio, ma anche di capire dove intervenire per migliorare l'offerta e rendere la crescita più equilibrata e sostenibile".

Dalle prenotazioni last minute alla stagione più lunga

Tra i segnali individuati dall'analisi c'è anche la progressiva diffusione delle prenotazioni last minute, sempre più concentrate a ridosso della partenza. Un altro elemento riguarda la stagionalità, visto come settembre si è ormai portato stabilmente sui livelli dei mesi considerati di punta, indicando un progressivo allungamento della stagione turistica.

Sono cambiamenti che delineano un profilo di visitatore più rapido nelle proprie decisioni e, al tempo stesso, più esigente nelle aspettative: per gli operatori e le amministrazioni significa poter disporre di informazioni utili non soltanto a fotografare ciò che è già accaduto, ma anche a orientare le scelte future.

L'obiettivo dichiarato dal Consorzio è infatti trasformare l'analisi in uno strumento operativo condiviso. "Questi dati non sono fatti per restare su una serie di slides - rimarca la presidente Lorenzoni -. Li stiamo trasformando in lavoro concreto, accanto agli operatori e insieme ai Comuni, con grande attenzione anche verso chi su questo lago non ci viene in vacanza, ma ci vive tutto l'anno. Il futuro non è qualcosa che ci accadrà: è qualcosa che, insieme, possiamo scegliere di costruire".

La novità rappresenta una prima occasione di confronto tra pubblico e privato attorno a una lettura comune del territorio, con l'intento è fornire direttamente ai Comuni della sponda bresciana e alle aree interne che gravitano sul Garda una base informativa condivisa, dalla quale partire per affrontare le trasformazioni del turismo e programmare le prossime strategie di sviluppo della destinazione.