La Guardia di Finanza ha sequestrato un complesso residenziale di pregio, collocato nel territorio comunale di Sirmione, la cui proprietà è riconducibile all’oligarca russo Grigory Vikotorovich Berezkin, presidente del consiglio di amministrazione del gruppo ESN e membro permanente di quello di Gazprom, un grandissimo fondo d’investimenti che possiede quote di molte società operanti nei più svariati settori dell’economia russa e internazionale, che vanno dal settore dell’editoria a quello dell'energia (nel quale figura anche Rusenergosbyt, un'azienda aperta in collaborazione, o "joint venture" con l’italiana Enel, una delle più importanti compagnie del settore elettrico operanti nella Federazione Russa, che si occuperebbe della fornitura energetica per le ferrovie e per buona parte dell'industria pesante del paese), passando per infrastrutture, telecomunicazioni, ed estrazione mineraria.

Gli immobili, che avrebbero un valore superiore ai quindici milioni di euro, sono stati quindi congelati dagli uomini della Guardia di Finanza in quanto, nonostante risultino intestati a società straniere, sarebbero in realtà, grazie a un complesso sistema di scatole cinesi, interamente di proprietà dell’oligarca russo, che è stato inserito nella lista nera dell'Unione Europea.

Negli ultimi mesi, in conseguenza della Guerra Russo-Ucraina, le forze dell’ordine italiane hanno sequestrato beni mobili e immobili, di proprietà di cittadini russi, per un valore che potrebbe presto superare il miliardo di euro. Il comprensorio del Garda è stato per una trentina d’anni, dalla caduta dell’Unione Sovietica a oggi, una meta turistica molto gradita per i (pochi) cittadini russi benestanti, la “perdita” dei quali, nella stagione estiva appena conclusasi, avrebbe causato circa venti milioni di euro di mancato indotto per le attività del territorio gardesano.