È stata convocata per la mattinata del prossimo sabato 20 gennaio presso il Palazzo Martini di Riva del Garda l'Assemblea generale di inizio anno della Comunità del Garda, durante la quale verranno affrontate diverse importanti tematiche protagoniste dell'attualità sul territorio benacense.

Un ordine del giorno decisamente denso quello presentato in vista dell'assemblea, durante la quale interverranno vari associati e ospiti delle realtà del territorio per discutere dei grandi temi che necessitano di una risoluzione, così come per presentare nuove iniziative, eventi e progetti previsti da qui ai prossimi mesi.

A partire innanzitutto dagli aspetti istituzionali legati all'allargamento della base associativa della realtà, che ufficializzerà la presenza delle Province di Brescia, Mantova, Trento e Verona e i relativi Comuni capoluogo, di cui si è già parlato al termine del 2023.

Protagoniste le grandi opere tra depuratore e ciclovia

La prima grande opera di cui si discuterà è il futuro depuratore della sponda bresciana che dovrebbe essere realizzato tramite due impianti previsti a Gavardo e Montichiari, ritenuto indispensabile quanto prima per evitare eventuali danni ambientali derivanti dalle condizioni delle condotte sublacuali ritenute precarie. Opera questa che si trova a cadenza più o meno regolare nell'occhio delle critiche delle associazioni ambientaliste in difesa del Chiese, le quali ritengono possa essere di miglior gestione economica e operativa il potenziamento del depuratore di Peschiera e la sostituzione delle condotte ammalorate.

Dopodiché, dal punto di vista delle grandi opere, non saranno certamente escluse osservazioni e discussioni relative all'attuale realizzazione della Ciclovia del Garda, il cui progetto è stato spesso criticato da ambientalisti e rappresentanti politici per l'impatto ambientale ed economico che ne caratterizza la costruzione, a maggior ragione in questo periodo sensibile a fenomeni franosi verificatisi sul versante occidentale dell'Alto Garda.

Gestione idrica, viabilità e pesca: nel mirino le criticità del territorio

Si passerà poi a parlare della gestione idraulica e delle regolazioni dei livelli relativi al bacino benacense, anche grazie alla presenza dei vertici di Aipo, l'Autorità di Bacino del Po, con i quali si discuterà di possibili modifiche al regolamento (risalente al 1965) rispetto alle priorità di utilizzo dell'acqua, ai livelli e ai deflussi dalla diga di Salionze, visti anche i radicali cambiamenti climatici registrati negli ultimi decenni sul lago, soggetto a distanza di un anno alla doppia emergenza diametralmente opposta "siccità/piena".

Non sarà questa l'unica fonte di preoccupazione affrontata durante l'assemblea, che prevede inoltre tra i punti dell'ordine del giorno di affrontare anche le problematiche relative alla mobilità e alla viabilità per i residenti e i turisti presenti sulle strade gardesane, da sempre una delle principali criticità rilevate soprattutto sulla sponda bresciana del lago.

A queste si aggiungerà infine un tavolo interregionale relativo ai problemi dell'ittiofauna e della pesca lacuale, che con ogni probabilità si focalizzerà sulla tribolata questione dello stop da parte del Ministero della Transizione ecologica per quanto riguarda l'immissione di nuove uova di coregone lavarello nel Garda, già protagonista di diverse proteste da parte dei pescatori professionisti attivi sul lago.

Eventi, progetti e iniziative in vista nel 2024

Verranno quindi presentati diversi eventi e iniziative previste per i prossimi mesi sul territorio, dallo studio dell'Osservatorio per il Turismo sul Garda in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano alla valorizzazione del portale lagodigarda.it e di altri strumenti di comunicazione istituzionali, dalla XII edizione della rassegna "Suoni e Sapori del Garda" al Grande Giro del Garda Ultratrail, così come il Premio interazionale di narrativa e saggistica intitolato ad Aventino Frau e il nuovo progetto "Il lago inizia da qui" del Comune di Riva e della Società Alto Garda Servizi.