Torna ad essere incerto il futuro dei dipendenti del Mercatone di Desenzano - Gruppo Grancasa, nuovamente allarmati in seguito all'incontro avvenuto tra i sindacati e i rappresentanti del Gruppo, tanto che la Cgil ha deciso di proclamare nuovamente lo stato di agitazione riservandosi "di avviare tutte le azioni, anche giudiziarie, finalizzate alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”.

La situazione vede dunque un aggiornamento con la comunicazione diffusa nelle ultime ore da Filmcams Cgil Brescia, che specifica come durante l'incontro "sono emerse informazioni allarmanti, molto distanti, in aggiunta, da quanto comunicatoci nelle interlocuzioni dell’ultimo periodo".

Viene quindi fatta la cronistoria di quanto avvenuto negli ultimi mesi, con il gruppo che aveva garantito un futuro roseo per il punto vendita attraverso investimenti e continuità aziendale dopo i primi segnali di allarme. A ciò è però sarebbe seguita "un'acclarata improcedibilità del piano industriale posto alla base del tentativo di risanamento aziendale - spiega il sindacato - quanto alla impossibilità di integrale corresponsione degli stipendi nel mese di luglio, spalancano con forza la porta allo sdegno per il comportamento dissimulatore da parte aziendale, che nel tempo ha taciuto l’inesorabile declino dei progetti avviati, malgrado le costanti interrogazioni e sollecitazioni da parte nostra ad un confronto schietto e ad aggiornamenti costanti. A questo forte sentimento, si accompagna la gravissima preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti".

"Futuro questo – viene poi specificato – che, a fronte delle gravi perdite mensili cui sono esposte tutte le aziende del Gruppo, appare tragico non solo sul piano della tenuta occupazionale, ma anche del pieno soddisfacimento dei crediti retributivi. I nostri peggiori timori rischiano infatti ora di concretizzarsi in rapida successione: malgrado i rilevanti interventi di riduzione degli spazi, malgrado l’incremento fino oltre al 62% dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale di cui al contratto di solidarietà in essere, le aziende non riescono a contenere le perdite, i negozi, lasciati all’incuria e scarichi di merce, inevitabilmente non risultano performanti».

«La comunicazione – conclude Filmcams Cgil Brescia – trasmessa all’improvviso in concomitanza con il giorno di paga, che ha informato i lavoratrici ed i lavoratori circa il pagamento di solo metà della retribuzione mensile, già più che dimezzata per effetto dell’ammortizzatore sociale, altro non fa che quindi che confermare le nostre riserve sul buon operato di questa azienda e del gruppo".