Goletta dei Laghi, peggiorano i dati sulla sponda veneta: bocciati tre punti sei
Il monitoraggio di Legambiente registra un'inversione di tendenza: due foci sul Garda risultate inquinate e una fortemente inquinata
Un quadro meno incoraggiante rispetto allo scorso anno quello emerso dai monitoraggi effettuati da Legambiente lungo la sponda veneta Garda in occasione della 21a edizione di Goletta dei Laghi, la campagna nazionale dedicata al controllo della qualità delle acque lacustri.
Come illustrato questa mattina a Peschiera del Garda, è stato rilevato un aumento della contaminazione microbiologica in diversi punti della costa veronese, segnando un'inversione di tendenza rispetto al 2025, quando tutti i siti analizzati erano risultati conformi ai limiti di legge.
Complessivamente sono stati sei i punti sottoposti a campionamento in provincia di Verona: tre sono risultati entro i parametri previsti dalla normativa, ovvero la foce del torrente Gusa, la foce del torrente Marra e la foce del rio Dugale. Si tratta di siti che in passato avevano evidenziato criticità, ma che confermano il rientro nei limiti già registrato rispettivamente nel 2021, nel 2025 e nel 2020.
Le analisi hanno invece classificato come inquinate la foce del torrente Bosca e quella del torrente Rielo, entrambi risultati conformi lo scorso anno, mentre nel 2024 erano stati definiti fortemente inquinati e avevano già mostrato problemi anche negli anni precedenti. Il dato più critico riguarda la foce del torrente San Severo, giudicata fortemente inquinata dopo diversi anni di valori nella norma: dal 2019 il sito risultava infatti entro i limiti di legge, pur avendo fatto registrare criticità in passato.

Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi, ha così commentato: "I dati raccolti quest’anno sulla sponda veneta del Lago di Garda evidenziano un quadro in chiaroscuro che richiede attenzione. Se da un lato registriamo con soddisfazione il consolidamento del rientro nei limiti di legge in alcuni punti storicamente critici, dall’altro preoccupa il peggioramento rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati risultavano conformi. Le criticità riscontrate alle foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo confermano la necessità di rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione dell’inquinamento. La tutela del Garda, così come di qualsiasi bacino, passa attraverso un impegno costante da parte delle amministrazioni e dei gestori del servizio idrico, per garantire la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi lacustri".
Sui risultati del monitoraggio è intervenuto anche Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto: "I dati del monitoraggio di Goletta dei Laghi meritano una lettura attenta e responsabile. È importante ribadire che le acque di balneazione della sponda veneta del Lago di Garda, sottoposte ai controlli costanti di ARPAV, risultano sicure sulla base di tutti i campionamenti ufficiali effettuati. Tuttavia, le criticità riscontrate da Legambiente in corrispondenza della foce di alcuni affluenti richiamano l’attenzione su possibili vulnerabilità nei sistemi di collettamento e depurazione o su possibili inadempienze nella gestione dei reflui zootecnici che insistono sui bacini idrografici interni. È necessario che gli amministratori gardesani affrontino questa situazione con determinazione, promuovendo un’azione coordinata che coinvolga non soltanto i comuni rivieraschi, ma anche tutti i comuni dell’entroterra che afferiscono a questi corsi d’acqua, intervenendo lungo tutta la filiera idrica, prevenendo dispersioni, inefficienze e carichi impropri prima che raggiungano il bacino lacustre. Servono verifiche puntuali, investimenti e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli amministrativi coinvolti".
L'incontro ha offerto anche l'occasione per approfondire il tema della navigazione sostenibile e del contributo che i biolubrificanti possono offrire alla tutela degli ecosistemi lacustri. Ricavati da biomasse di origine vegetale e completamente biodegradabili, rappresentano un'alternativa ai tradizionali lubrificanti di derivazione petrolifera, riducendo il rischio di impatti ambientali in caso di perdite accidentali dalle imbarcazioni e favorendo una mobilità a minore impatto ambientale.
Al termine della conferenza è stata inoltre presentata "Aurora", l'unità navale di Arpa Veneto destinata al monitoraggio del Lago di Garda. L'imbarcazione, realizzata grazie ai fondi del PNRR, è equipaggiata con strumentazioni avanzate, tra cui sonar, ecoscandagli, drone subacqueo (ROV), stazione meteorologica di bordo e sonde multiparametriche, che consentono di effettuare controlli ambientali sempre più accurati e tempestivi a supporto della tutela del lago.