Goletta dei Laghi: bocciati tutti i sei campionamenti effettuati sul Garda bresciano
Il monitoraggio annuale di Legambiente evidenzia criticità in sei località tra Salò, Padenghe, Toscolano Maderno, Desenzano e Sirmione
Non arrivano buone notizie dal monitoraggio 2026 di Goletta dei Laghi per la sponda bresciana del lago di Garda. I sei campionamenti effettuati da Legambiente hanno infatti evidenziato valori microbiologici superiori ai limiti previsti in tutti i punti analizzati: uno è stato classificato come "inquinato", mentre gli altri cinque hanno ricevuto il giudizio di "fortemente inquinato".
I dati sono stati presentati questa mattina a Lecco nell'ambito della 21a edizione della campagna nazionale promossa da Legambiente per monitorare lo stato di salute dei principali laghi italiani, con le analisi effettuate nei laghi lombardi eseguite tra il 16 e il 26 giugno da tecnici e volontari dell'associazione.
Sul Garda, in particolare, il solo punto classificato come "inquinato" è quello situato alla foce del canale in prossimità della spiaggia "Le Rive", nel territorio di Salò. Tutti gli altri siti monitorati sono invece risultati "fortemente inquinati": la foce del torrente nel porto di Padenghe, il Rio Lefà a Roina, nel comune di Toscolano Maderno, due punti nel territorio di Desenzano – alla foce del rio che attraversa l'Oasi San Francesco e in corrispondenza dello sbocco del Rio Pescala – e infine la foce del torrente all'altezza del civico 75 di via Verone, in località Santa Maria di Lugana, a Sirmione.
Secondo Legambiente, il quadro emerso conferma una situazione già riscontrata negli ultimi anni, con le principali criticità concentrate in corrispondenza delle foci di canali e corsi d'acqua, aree particolarmente sensibili sotto il profilo della qualità delle acque.
“Anche quest’anno le criticità costituiscono la metà dei campionamenti effettuati in Lombardia - commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi. Il forte inquinamento rilevato in alcuni contesti non rende giustizia ai benefici che gli ambienti lacustri restituiscono in termini di economia, benessere e mitigazione degli effetti della crisi climatica.”