Foto di Lucio Maisto - Pagina Facebook "Sei di Gargnano, Villa, Bogliaco se..."


In seguito ad alcune segnalazioni pervenute al Comune di Gargnano in merito al rischio per l'incolumità di residenti e turisti, è entrata in vigore da una settimana l'ordinanza che impone il divieto di balneazione e di accesso al bagnasciuga della spiaggia libera denominata "Spiaggia di Castello".

Come infatti spiegato all'interno del documento, "è stata segnalata una condizione di pericolosità (...) per la presenza di gradoni in pietra i quali risultano essere pericolosi per l’ingresso in acqua, poiché scivolosi".

Si tratta in particolare dei gradoni utilizzati nei secoli per il varo delle imbarcazioni presso quello che una tempo era uno scalo, e che ora sono riemersi a causa dell'erosione della porzione di spiaggia come certificato dai tecnici comunali.

Su questi si è infatti formata una patina di sedimenti vegetali che li rende particolarmente scivolosi, tanto da portare già a diverse segnalazioni di cadute e scivolamenti nel corso delle ultime settimane, nonostante il Comune abbia specificato di aver inizialmente apposto "cartelli che segnalano la presenza di pavimentazione scivolosa".

Le forze dell'ordine sono inoltre state incaricate di effettuare relativi controlli presso la spiaggia, e l'inosservanza del provvedimento potrà essere punito con una sanzione tra i 400 e i 3.000 euro.

Polemiche sui social per gli avvisi posizionati presso l'area

Per questo motivo e per la tutela della sicurezza pubblica il Comune ha quindi deciso di vietarne l'accesso a residenti e turisti, "dandone indicazione mediante posizionamento di idonea cartellonistica e/o analogo presidio dissuasore".

E proprio le modalità scelte per comunicare il divieto agli avventori e ai turisti di passaggio è finito nel mirino di alcuni cittadini sulla pagina Facebook "Sei di Gargnano, Villa, Bogliaco se...": come infatti raccontato, erano stati apposti degli avvisi sui rischi di caduta (tramite fogli di carta A4) e dei nastri di divieto, dei quali però non vi è già più traccia.

Al momento, l'unico riferimento al divieto resta l'ordinanza pubblicata sul sito del Comune, la quale non è nemmeno in evidenza sul portale e quindi difficilmente reperibile da un qualsiasi turista o cittadino, così come i social ufficiali del Comune sono privi di qualunque comunicazione relativa all'importante ordinanza.