Una brutta vicenda di omofobia quella emersa nelle ultime ore sulle colonne del Corriere del Veneto, che ha visto coinvolti alcuni lavoratori presso di uno dei ristoranti attivi all'interno di Gardaland.

Il Tribunale civile di Verona ha confermato nella giornata di ieri, mercoledì 4 agosto, il licenziamento deciso nei confronti di un manager del noto parco divertimenti benacense, finito in tribunale per essersi rivolto ad un cassiere (dichiaratamente omossessuale ) con epiteti offensivi, per di più difronte a colleghi e clienti.

Non solo: è stato anche condannato a due anni di reclusione per falsa testimonianza uno dei camerieri presenti in quel momento, il quale aveva negato di aver assistito alla scena in occasione della causa di lavoro in seguito persa dal manager, cosa che invece era stata confermata da tutto il resto del personale.

A raccontare con precisione quanto avvenuto è stata la stessa vittima, un cassiere di 37 anni, il quale ha raccontato come ad inizio servizio "Mentre stavo alla cassa, arriva E. (il cameriere inizialmente sospeso e in seguito condannato) che mi portava gli scontrini con i soldi, io dovevo dare il resto delle bevande extra e mi dice allungandomi uno scontrino coi soldi “tieni principessa”...Io mi giro di istinto a guardarlo e vedo che c’è il manager, che guardando E. muove le mani in modo femminile per prendermi in giro, facendo una risatina e ripetendo la parola "principessa" per poi girarsi verso di me dicendomi “vai avanti a fare il tuo lavoro, muoviti”.

L'uomo ha quindi riferito quanto avvenuto al proprio superiore, con la direzione del parco che ha quindi provveduto sia alla sospensione del cameriere, sia al licenziamento del restaurant-manager per "gravi e intollerabili comportamenti discriminatori", il quale è andato poi per vie legali solo per vedere confermata la decisione dei vertici di rescindergli il contratto.