Dopo la battaglia contro il nuovo insediamento attraverso la petizione online allestita dal Comitato Cittadini di Calvagese e le critiche espresse da Arpa rispetto al consumo di suolo e alla tutela ambientale, Garda Uno ha deciso di spiegare le motivazioni che hanno portato allo spostamento degli uffici da Padenghe alla nuova sede di Carzago, frazione di Calvagese della Riviera.

"Un percorso trasparente quello avviato nel 2019 con diversi punti di forza" spiega la società attraverso diversi punti:

  • La nuova sede non costituisce un accentramento del polo logistico di Garda Uno: a Calvagese saranno infatti operativi 50 mezzi della raccolta rifiuti, gli altri 80 rimangono dislocati tra Manerbio, Desenzano e l’Alto Garda
  • A Calvagese ci sarà invece un unico centro direzionale-amministrativo: in questo modo Garda Uno razionalizza gli uffici e le sedi tecniche in affitto
  • Capannone-officina e sede direzionale coperte per intero da pannelli fotovoltaici: produzione di 440.000 chilowattora l’anno (potenza di 320 kWp)
  • Traffico: i mezzi (la quasi totalità Euro 6 e qualche ibrido) si immetteranno subito sulla costruenda “tangenzialina”, evitando il passaggio nel centro abitato di Carzago
  • Sino al 1985 sull’area agricola, dove sorgerà la sede, c’era un allevamento intensivo di polli (emissioni acustiche e odorose non trascurabili), con vecchi capannoni crollati di cui si intravede ancora il sedime: la zona verrà rigenerata da Garda Uno
  • Il permesso di costruire potrebbe arrivare nella primavera del 2024

Le caratteristiche della nuova sede spiegate da Garda Uno

Non si tratta di un insediamento produttivo, ma di una sede direzionale-amministrativa. Sorgerà nell’area anche un edificio operativo che sarà dedicato prevalentemente alla manutenzione dei mezzi ed a magazzino, ma nel quale troveranno spazio anche uffici operativi e altri locali (spogliatoi, sala riunioni, palestra e spazio ristoro).

La nuova sede, che sarà ad impatto energetico positivo, avrà ogni porzione dei tetti disponibili coperta da moduli fotovoltaici e gli involucri saranno altamente efficienti e realizzati con materiali totalmente recuperabili. La sede sorgerà a Calvagese perché il paese risulta baricentrico rispetto ai tanti Comuni della Valtenesi e del Benaco nei quali Garda Uno gestisce la raccolta rifiuti.

L’area prescelta, non curata e non coltivata da almeno un decennio, è adiacente alla zona artigianale / produttiva di Carzago e confinata all’interno della costruenda "tangenzialina". Questa nuova opera di viabilità devia il traffico, attualmente transitante all’interno dell’abitato, all’esterno della frazione. Inoltre, dobbiamo segnalare che se su tre lati il lotto identificato da Garda Uno risulta confinante con strade e attività produttive, il lato a nord prevede la realizzazione di alberature e siepi come barriera naturale.

A tutela dell’abitato di Carzago, va ricordato che la futura sede di Garda Uno prenderà forma letteralmente a fianco della tangenzialina già prevista in costruzione sulla Sp78 (variante Calvagese-Lonato): la vicinanza alla tangenzialina eviterà che i mezzi di raccolta rifiuti attraversino il centro abitato di Carzago, passando invece su questa circonvallazione a est della frazione.

L’impegno, già dichiarato più volte da Garda Uno e verbalizzato durante la Conferenza dei servizi, è che la sede non sarà operativa prima che la variante della SP78 non sia completata. Un impegno concreto per evitare che i servizi annessi alla nuova sede possano costituire disagi alla popolazione di Carzago.

Il percorso autorizzativo seguito da Garda Uno è sempre stato chiaro e trasparente, tanto che la multiutility - prima di scegliere come più idoneo il terreno di via Trieste - aveva avviato una manifestazione d’interesse, dimostrando pubblicamente che stesse cercando un terreno adatto. L’indagine, partita nella primavera del 2019, ha coinvolto quattro diversi Comuni la cui posizione era considerata strategica: Padenghe, Polpenazze, Soiano e la stessa Calvagese. Entro la scadenza sono arrivate tre manifestazioni, valutate in base ad alcuni criteri come l’inserimento nel Pgt e il prezzo offerto.

Perché poi la scelta è caduta su Carzago? Innanzitutto per la posizione baricentrica rispetto al bacino di Comuni nei quali Garda Uno offre il servizio di Igiene urbana e raccolta rifiuti. Dal territorio di Calvagese erano arrivate due offerte, ma la multiutility ha scelto l’area che impattava meno: “Se avessimo scelto l’altro lotto – spiegano – avremmo dovuto obbligatoriamente attraversare l’abitato. Così invece lo evitiamo”.

Il parco mezzi che insisterà sulla nuova sede sarà di circa 50 veicoli operativi, quasi tutti di dimensioni contenute e utilizzati per la raccolta porta a porta. Gli altri 80 mezzi resteranno divisi tra Manerbio, Desenzano, San Felice e Gargnano. Inoltre, i mezzi attraverseranno l’abitato della frazione di Carzago solo nel tragitto verso il Comune di Prevalle[1] (posto a ovest): in tutti gli altri casi gli abitati di Calvagese e di Carzago non saranno attraversati dai camioncini, visto che i Comuni (interessati dalla raccolta rifiuti) si trovano a est (verso Padenghe), a nord (verso la Valtenesi) o a sud (Desenzano-Lonato). Senza dimenticare che la nuova sede verrà costruita in un’area confinante con diversi capannoni, identificata su un terreno di via Trieste che si trova dalla parte opposta della zona residenziale di Carzago.

Oltre ad essere lontano dalle case, la società Garda Uno ha scelto Calvagese anche perché in quell’area è prevista la costruzione di una piccola tangenziale (variante alla Sp78), capace di portare traffico fuori dalla Sp78 che lambisce Carzago. La sede dovrebbe sorgere proprio in prossimità della variante a est dell’abitato: una variante la cui costruzione è già stata autorizzata dalla Provincia, a servizio di alcune aree produttive limitrofe e anche della futura sede di Garda Uno. Il tema della variante conferma che la volontà progettuale è quella di ridurre – e non aumentare - il traffico di passaggio sull’area residenziale di Carzago.

Nel progetto della nuova sede Garda Uno ha previsto di coprire per intero tutti gli edifici con pannelli fotovoltaici. La palazzina direzionale di tre piani sarà dotata di un impianto con una potenza di 160 chilowatt (kWp), il capannone-officina avrà un impianto da 140 chilowatt e la casa del custode da 20 kWp. Con una potenza complessiva di 320 kW, si prevede l’autoproduzione di 440.000 chilowattora di energia pulita ogni anno: energia che permetterà alla sede di essere autosufficiente.