Al via a partire da lunedì 27 febbraio e fino al 3 marzo la manutenzione ordinaria nei confronti dei dispositivi di apertura della galleria Adige-Garda.

È questa un'attività indispensabile per verificare e garantire l’efficienza degli organi di manovra che governano le paratoie poste all’imbocco del canale scolmatore. In tale occasione, viene effettuata anche la manovra di apertura e chiusura delle 4 paratoie, con leggero sollevamento in modalità alternata. Questa operazione di norma si svolge nell’arco di una giornata, non superando generalmente le quattro ore complessive di scarico nel lago di Garda.

La “manovra periodica” viene eseguita con cadenza annuale e permette di verificare la funzionalità e l’efficienza di tutte le componenti (meccaniche, elettroniche, hardware e software). In questa occasione, è previsto anche il dragaggio preventivo del materiale fangoso/limoso che si è accumulato nel bacino di ingresso a Mori, al fine di garantire il corretto funzionamento delle paratoie e dei panconi, asportando il materiale accumulato, ed evitare che il materiale stesso possa creare intralcio all’operatività delle paratoie e confluisca nel lago di Garda durante il loro sollevamento.

Le attività di manovra prevedono dapprima l’apertura delle 4 luci, una alla volta, per circa 10/15 minuti, con portata media di circa 25 metri cubi al secondo; successivamente si procede all’apertura di tutte le paratoie in contemporanea per circa 10 minuti, raggiungendo la portata massima di circa 100 metri cubi al secondo. Le effettive operazioni di apertura delle paratoie durano in totale circa 4-5 ore e, in questo periodo, sono vietate la navigazione e, più in generale, le varie attività che normalmente si svolgono sul lago di Garda, per un raggio di 200 metri dallo sbocco della galleria Adige-Garda.

La Galleria Adige-Garda, realizzata a cavallo della Seconda Guerra mondiale e lunga quasi 10 chilometri, è un’opera fondamentale per il controllo e la difesa idraulica della parte meridionale del Trentino e della città di Verona, poiché consente di laminare la portata di piena del fiume Adige.

Questo consente di riversare, se necessario, fino a 500 metri cubi al secondo nel lago di Garda, come avvenuto ad esempio nell'ottobre 2018 per evitare l'esondazione dell'Adige con conseguenze drammatiche per la città di Verona.