Si torna a discutere in merito all'apertura della Galleria Adige Garda in seguito ad un lungo comunicato pubblicato dal Vicepresidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni, il quale ha voluto rimarcare la posizione dell'ente in merito al suo utilizzo.

"Credo si sia ormai oltrepassato il limite varie volte, attraverso commenti e posizioni ideologiche irricevibili e offensive, pubblicate sui social, da alcune persone che, evidentemente, non conoscono come funziona questo sistema idraulico ne i motivi per cui è stato realizzato. L'apertura della Galleria Adige Garda risulta essere "l'estrema ratio" nel momento in cui il fiume Adige, sorpassando determinati limiti idrometrici sanciti nell'accordo interregionale vigente di utilizzo siglato del 2002, in concomitanza di condizioni meteo particolarmente avverse, rischia di mettere in pericolo l'incolumità delle persone.

È evidente - spiega Gavazzoni - quindi che la Comunità del Garda non può che essere a favore dell'apertura di detta galleria, quando vi siano però i presupposti sopracitati, che non sono quindi solo discrezionali, ma seguono quella procedura basata sull'accordo di utilizzo sopra citato".

La problematica ricaduta sul lago di Garda

"Una volta terminata l'emergenza e scongiurati quindi i pericoli per Verona e tutti i territori interessati - rimarca il vicepresidente Gavazzoni, - rimane la questione Lago di Garda che, in virtù proprio di questa galleria, diventa di fatto quando in emergenza un enorme ed efficiente bacino di laminazione (espansione), di cui oggi tanto si parla. Il lago di Garda però è anche un ecosistema, un habitat e una riserva d'acqua idro-potabile, la più importante e strategica d'Italia e vitale per molti comuni gardesani che attingono ad essa per approvvigionamento idrico potabile.

Quindi credo sia doveroso, rispettando la corretta scala di priorità, in cui la vita umana ovviamente ed indiscutibilmente viene per prima, valutare anche definitivamente e una volta per tutte, quali siano gli impatti di queste immissioni nel Lago di Garda, senza che una cosa pregiudichi l'altra. Questo al fine di poter definire cosa succede nel breve, medio e lungo termine nel Garda e per poter affrontare, di conseguenza e con rigore scientifico soprattutto, eventuali azioni di mitigazione, in caso doverose".

In vista quindi del suo utilizzo da qui in avanti, l'augurio di Gavazzoni è che "le future attivazioni della Galleria Adige Garda risultino più chiare ed indiscutibili, rispetto la precedente del 31 ottobre scorso".

Un rappresentante della Comunità del Garda all'interno della cabina di regia della Galleria.

"Ritengo inoltre doveroso che, come già espresso nel Contratto di Lago sottoscritto da tutti i sindaci gardesani nel 2019, vi sia un rappresentante della Comunità del Garda all'interno della cabina di regia della Galleria - conclude infine Gavazzoni -. Questo rappresentante non avrà ovviamente una funzione decisionale (se aprire o meno) in quanto questa deve essere presa e assunta da tecnici specializzati e soprattutto titolati, ma piuttosto di informazione e collegamento diretto con i sindaci dei territori gardesani, potendo così comunicare direttamente modalità e tempistiche dell'attivazione.

Non é più accettabile infatti che i sindaci gardesani non siano messi preventivamente al corrente, dagli organi competenti, rispetto ciò che coinvolge i territori da loro amministrati.

Il Lago di Garda si sacrifica quando serve per una nobile causa e di questo siamo fieri; va quindi portato il massimo rispetto e la massima attenzione a questo territorio e si chiede alle istituzioni sovra comunali la massima attenzione e collaborazione in tal senso".