Sono diverse le realtà del territorio benacense che in queste ultime ore sono tornate ad alzare i toni relativi alle proteste contro la realizzazione della Ciclovia del Garda, in particolare in seguito all'ennesimo evento franoso verificatosi nella serata dello scorso 4 gennaio sul territorio di Limone, che ha visto circa 30mc di materiale roccioso precipitare sulla Gardesana Occidentale, la cui circolazione è stata ripristinata ieri in tempi record grazie all'intervento congiunto della Protezione civile e dei Vigili del fuoco.

È stato infatti ribadito sui social network l'appello nei confronti presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, diffuso da diverse associazioni tra cui anche il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, che chiede lo stop alla realizzazione dell'opera: "Se le continue frane non fermano la Ciclovia del Garda, fermiamola noi! Invia al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti questo semplice appello: 'NO alla Ciclovia del Garda pericolosa, costosa, devastante - SI’ alla navigazione coi battelli. FUGATTI, FERMATI!'

Nuove proteste diffuse anche da parte del Wwf Bergamo Brescia, il quale ha dichiarato tramite la propria pagina Facebook come "Le frane sulle coste del Garda sono PERICOLI Naturali! Le possibili cause di questi fenomeni sono studiate, monitorate e, ove possibile, prevenute ma una cosa è certa, non si possono fermare e l'unica cosa da fermare è costruire. Il territorio è fragile, non è possibile costruire ovunque".