In un’ampia area agricola posta tra i terrori comunali di Lonato del Garda e di Bedizzole, a cavallo della strada provinciale SP28, potrebbe presto sorgere uno dei più estesi impianti fotovoltaici, o meglio agrivoltaici, d’Italia.

Si tratta nel concreto di un investimento da 18 milioni di euro volto a costruire una grandissima distesa di pannelli solari, per un’area agricola occupata pari a qualcosa come 420mila metri quadrati e più di 22 megawatt di potenza, oltre a 33 milioni di kilowattora di energia elettrica prodotta. Numeri che sembrerebbero consistenti a una prima occhiata, ma che nella realtà non raggiungono nemmeno lontanamente quelli di una centrale termoelettrica, o tantomeno di una nucleare, capaci di produrre molta più energia, andando a occupare però una superficie di terreno coltivabile decisamente maggiore.

I proponenti sottolineano come la realizzazione dell’impianto eviterebbe l’emissione di 23mila tonnellate di anidride carbonica all’anno, per una potenza simile ottenuta dai combustibili fossili. Allo stesso tempo però alcuni gruppi di ambientalisti gardesani avrebbero già sottolineato l’inopportunità di occupare un’area agricola così vasta, in particolare in un territorio già piagato dal consumo di suolo come quello lonatese, sul quale esistono già innumerevoli capannoni che potrebbero ospitare pannelli solari. Risulta però necessario tenere presente, per potersene fare un’opinione, che i pannelli saranno posti ad almeno due metri e mezzo da terra, rendendo dunque possibili alcune colture capaci di prosperare anche al coperto, oltre al fatto che i proponenti hanno già inserito nel progetto un boschetto di noccioli, che servirà a mitigare l’impatto visivo dalla strada e dalle abitazioni circostanti al luogo interessato. In ogni caso sarà ancora necessario attendere diverso tempo per il via definitivo, essendo il percorso di realizzazione, iniziato nei primi mesi del 2022, soggetto al vaglio della Soprintendenza del paesaggio di Brescia, notoriamente puntigliosa nelle proprie valutazioni.